Il Cammino per Cicloturisti

Introduzione

l Cammino per Cicloturisti presenta alcune differenze significative rispetto a quello per camminatori, condividendone comunque più del 80% del totale.

Il percorso è stato adattato ad essere percorso con Mountain Bike front oppure con Gravel-Bike. Sono presenti in ogni caso dei tratti con pendenza molto elevata, che potranno richiedere di spingere la bici se non elettricamente assistita. Altri tratti, indicati sotto, potranno essere percorsi con la bici al fianco, data la scarsa ciclabilità in discesa.

Potete scaricare qui sotto la traccia integrale del percorso. Per quanto riguarda la descrizione, verranno evidenziate solo le differenze per ogni tappa rispetto al percorso per camminatori.

Ecco i tratti del percorso, di lunghezza significativa, che potrebbero presentare difficoltà :

  1. Tappa 01 - Dalla Chiesa della Costa all'Osservatorio: tratto con mattonata di circa 300m ma pendenza elevata
  2. Tappa 01 - "Muri" del Gazzo - tratti cementati che seguono il percorso dell'oleodotto con pendenze al 20%
  3. Tappa 04-  Da Tiglieto al Ponte Medioevale di Tiglieto - breve tratto dell'Anello della Badia, evitabile scendendo da Tiglieto al ponte tramite la Strada Provinciale.
  4. Tappa 04- Salita dal Ponte sul Rosto alla Cappella Gattazzè - alcuni tratti su ampia sterrata ma forte pendenza
  5. Tappa 04 - Cappella Gattazzè - pendici Bric Praioli - prima parte su forestale ma con qualche tratto molto ripido, seconda parte dal termine della forestale alle pendici del Bric Praioli tratto nel bosco poco pedalabile anche se in lieve pendenza
  6. Tappa 04 - Dal Passo del Faiallo al Monte Reixa - qualche tratto nel bosco poco pedalabile
  7. Tappa 04 - Dal Monte Reixa al Passo della Gava - circa 2km in discesa da fare quasi integralmente con bici al fianco data la quasi nulla pedalabilità

Distanza:
130 km

Difficoltà:
Media

Quota Min:
0 m

Quota Max:
890 m

Salita:
3750 m

Discesa:
3760 m

Pendenza:
22%

Pendenza:
15%

Anteprima Tappa

ATTENZIONE: Usare questa mappa solamente come riferimento. Il tracciato ufficiale è quello contenuto nel GPX da scaricare poco sopra

Le Tappe per Cicloturisti

Tappa 01 - Sestri Ponente - Santuario N.S. della Guardia

Il tracciato segue il percorso pedonale quasi integralmente fino alla Chiesa della Costa. Nel seguito i punti cui fare attenzione:

Subito dopo la partenza in Piazza Tazzoli (dove si trova l'Oratorio di San Giuseppe), quando si imbocca Via Paglia che è inibita al traffico, dovete procedere con bici al fianco.

Arrivati al bivio con Via Gazzo, continuate con bici al fianco per circa 100m in lieve salita fino all'incrocio con Via Fabio da Persico. Da questo punto in poi seguite la viabilità ordinaria risalendo poi Via San Giovanni Battista fino ad incrociare Via Santa Maria della Costa che seguirete fino in cima arrivando in Piazza Consigliere (capolinea Linea AMT 158-159), dove si trova la Sede della ASD Montegazzo Outdoor, la società che ha ideato e costruito il Cammino, dove potete se volete anche rifocillarvi al bar e mettere un timbro sulla Credenziale.

Superata Piazza Consigliere, seguiamo quindi le indicazioni che ci portano, attraverso Via Superiore Gazzo, alla Stazione FF.SS Costa di Sestri Ponente, della linea Genova – Acqui Terme. Camminiamo lungo il marciapiede verso Est, attraversando poi il passaggio a livello passando a monte della linea ferroviaria. Poco dopo inizia un breve e ripido tratto su stradina mattonata che ci porta a fianco dell'Osservatorio Astronomico di Sestri Ponente. Lo superiamo e seguiamo sulla destra in piano Via Rollino che dopo poche centinaia di metri si immette sulla strada principale che porta al Santuario del Gazzo.  Saliamo con alcuni tornanti e poi percorriamo un lungo traverso che ci porta alle pendici del Monte Gazzo.

A un certo punto i segnavia diventano doppi, ma noi proseguiamo dritti sempre in salita fino ad arrivare al Santuario (il percorso pedonale "taglia" gli ultimi 3 tornanti passando nel bosco).

La vista sulla città è magnifica e spazia dal Monte di Portofino a Capo Noli.


Il Santuario è caratterizzato dalla presenza della gigantesca madonna che domina su Sestri Ponente, raggiungibile con un breve camminamento che si prende dal piazzale posteriore del Santuario. Nelle case adiacenti al Santuario si trova un’osteria e poco più avanti il piccolo ma molto interessante Museo Speleologico del Monte Gazzo (aperto solo nei giorni festivi). Quando il Santuario è chiuso, si può trovare il timbro per la Credenziale in una cassetta fissata sull’inferriata davanti alla grande statua della Madonna.

Dopo una pausa ristoratrice, le foto di rito ed una visita al Santuario, riprendiamo la strada asfaltata di salita fino ad arrivare al punto dove abbiamo iniziato a vedere le frecce “doppie” (poco sopra la zona dei Fortini).

Seguiamo il percorso pedonale fino al Km 7.7, dove ad un evidente bivio possiamo vedere sulla sinistra una  ripida salita cementata (è il primo dei famosi “muri” del Gazzo), mentre sulla destra la sterrata prosegue quasi in piano.


Agendo sul cambio posizioniamo la catena sul pignone più grande, se la nostra bici ne è provvista utilizziamo l'assistenza più elevata, e ci inerpichiamo sui "muri", facendo attenzione ad equilibrare il peso sulla bici per non perdere aderenza sull'anteriore e al contempo garantire la presa della posteriore. Superato il primo "muro", ci attende un tratto, di circa 200 m, praticamente in piano ma molto sconnesso che consigliamo di percorrere con la bici al fianco. Dopo una breve discesa ci attendono i due successivi "muri", completamente asfaltati ma con qualche tratto con pendenze molto elevate superiori al 20%. Dopo il terzo "muro" ritroviamo il percorso principale, che seguiamo nella sua interezza fino a Fossa Luea (Km 9.7).  

Saliamo su asfalto fino al bivio con la strada che scende verso la Val Varenna e Genova Pegli, noi invece andiamo a destra, puntando verso la vetta del Monte Figogna. La strada spiana e dopo una leggera discesa arriva ad una piccola depressione, con uno spiazzo ed una casa (ex Osteria del Bossaro, Km 11.6).

Seguiamo senza esitazione la strada asfaltata che dopo circa 1km si immette sulla strada provinciale che sale da Genova Bolzaneto diretta alla cima del Monte Figogna. Percorriamo l'ultimo km di salita, passiamo davanti alla Cappella dell'Apparizione e con un ultimo tratto con pendenze attorno al 13% arriviamo sul piazzale antistante il Santuario della Madonna della Guardia.


Tappa 02 - Santuario N.S. della Guardia - Rossiglione

Questa è la tappa dove il percorso si discosta maggiormente da quello per camminatori e da quello per Mountain Bike.

Scendiamo dal piazzale del Santuario ripercorrendo la strada asfaltata di risalita fino ad un ampio tornante a destra, e seguiamo le indicazione per San Carlo di Cese - Lencisa- Torbi. Scendiamo fino ad arrivare all'abitato di Lencisa Inferiore. Qui consigliamo di acquistare cibo presso il negozio di alimentari, visto che fino a Masone non troverete altri negozi.

Da Lencisa Inferiore seguiamo le indicazioni per Torbi e scendiamo sul sottile nastro di asfalto per circa 4.5 km fino all'abitato di Gazzolo. Ci immettiamo quindi sulla SP4 dei Piani di Praglia che prendiamo a sinistra cominciando a salire verso San Martino di Paravanico. La strada si inerpica e con grandi tornanti risale verso i Piani di Praglia in un ambiente sempre più selvaggio e suggestivo. Dopo circa 9km di salita arriviamo alla Colla di Praglia, dove ci ricongiungiamo col percorso pedonale principale.


Da questo punto in poi seguiamo il percorso pedonale, attraversando l'ampio altopiano dei Piani di Praglia, per poi prendere la sterrata che ci porterà nei pressi di Prato Rondanino.


Prendiamo a sinistra, scendendo su asfalto fino alla Cascine Laiasso. Il percorso per Mountain Bike gira a destra, invece noi proseguiamo su asfalto sempre in discesa risalendo poi ad un quadrivio, da dove dobbiamo seguire le indicazioni per Masone. Giunti sul fondo valle, passiamo di fronte al Romitorio di Masone e successivamente ci immettiamo sulla SS del Turchino entrando nell'abitato di Masone. Da questo punto in poi si percorre integralmente la SS del Turchino e si arriva a Campo Ligure e successivamente a Rossiglione.

La tappa può terminare indifferentemente a Masone o a Campo Ligure o a Rossiglione, che incontrerete in sequenza, in funzione di quanti km vorrete percorrere e di dove troverete alloggio per la notte. Per quanto riguarda le cose da vedere a Masone o a Campo Ligure fate riferimento alla descrizione del percorso pedonale principale.

Se invece deciderete di proseguire fino a Rossiglione, merita una visita il Museo Passatempo. Interessante da vedere anche il ponte medioevale.

Il Museo Passatempo

Un'ampia raccolta di moto, cicli e oggetti d'epoca funzionanti ricostruisce la storia italiana del novecento, in particolare del secondo dopoguerra.

 
L'esposizione è articolata in due parti distinte: si snoda tra la preesistente Casa Museo (in località S. Anna, via Sciutto), che ricostruisce gli ambienti appartenenti al secolo passato, e la nuova Sede Civica con postazioni multimediali, allestimenti innovativi e scenografie di grande impatto ed interesse.

Per maggiori informazioni e orari di apertura consultate il sito web: www.museopassatempo.it

 

Il Ponte Medioevale

Nei pressi della borgata di Rossiglione Inferiore, sovrastante il torrente Gargassa, è presente un antico ponte costruito - secondo una delibera della comunità nel 1599 - verso la fine del XVII secolo. Anticamente precedente sicuramente al 1630, sul ponte era presente una porta d'accesso ad oggi non più presente per motivi sconosciuti. Oggi il ponte - fino al 1856 passaggio obbligatorio per attraversare il paese - si presenta a solo due arcate, ma si ipotizza che in origine il ponte fosse corredato di tre arcate; quest' ultima potrebbe essere stata demolita durante il rifacimento delle due estremità.

Escursione aggiuntiva (a piedi)

Suggeriamo di prendervi un giorno in più per una escursione giornaliera (con partenza e arrivo a Rossiglione e da farsi a piedi) nella selvaggia e incredibile Val Gargassa (vedete sotto il dettaglio). Pianificate l'escursione lasciando le bici nel luogo dove pernotterete. Sono consigliati gli scarponcini da trekking, portate con voi il necessario per il pranzo in quanto non troverete rifugi o posti dover poter acquistare il cibo.

Il Sentiero Natura della Val Gargassa

Caratteristiche

Difficoltà: E
Dislivello in salita: 250 m circa
Tempo: 2.30 – 3 ore (intero anello)
La Val Gargassa è uno dei luoghi più particolari dell’intero Parco Naturale del Monte Beigua. Il Torrente Gargassa, affluente dello Stura, ha inciso profondamente una formazione di conglomerati, creando un canyon dai versanti ripidi e rocciosi. Il paesaggio, che è spoglio, impervio e desolato, ricorda da vicino quello di alcuni canyon del Far West, suggestione accentuata dal colore bruno-rossastro delle rocce. Sul fondo del canyon il torrente scorre inforrato, formando bellissimi laghetti dalle acque cristalline. Tutta la valle è percorsa dall’omonimo Sentiero Natura del parco, un itinerario ad anello che prima percorre il fondo del canyon, poi lo contorna dall’alto. I tratti potenzialmente impervi e pericolosi sono abbondantemente attrezzati con ringhiere e catene; solo sulla via del ritorno, una breve cengia attrezzata sul versante della Rocca Giana può dare fastidio a chi soffre di vertigini.

Accesso

Dal centro di Rossiglione si prende la strada per Tiglieto e la si segue per 2 km circa; si imbocca quindi a sinistra una breve diramazione che scende ad attraversare il Torrente Gargassino presso la confluenza con il Gargassa, e giunge al campo da calcio “R. Tognocchi” (località Case Gargassino; 322 m).

Il Percorso

Seguendo il cartello indicatore del Sentiero Natura (segnavia FIE doppia X gialla), si supera una staccionata in legno e si costeggia sulla destra il campo da calcio. Entrati nel bosco, si piega a destra e si effettua un breve saliscendi per contornare una piccola frana, poi si prosegue più comodamente. Costeggiando il torrente, si giunge ad un primo tratto inforrato tra le serpentiniti, in cui il sentiero è protetto con ringhiere di legno. Sorpassato un traverso su rocce accidentate, attrezzate con catene, il sentiero ritorna più comodo e costeggia la recinzione dell’azienda agricola Monterosso.
Attraversato un boschetto e superato un rio su un ponticello in legno, si entra nel conglomerato. La valle si rinserra man mano tra ripidi versanti rocciosi, su cui crescono radi pini, mentre il Torrente Gargassa forma bei laghetti. L’ultimo tratto del canyon è il più impervio, e qui si ritrovano tratti protetti da ringhiere in legno e un altro traverso attrezzato con catene. Si giunge quindi ad un’ansa del torrente ai piedi del Muso del Gatto (quota 370 circa), spettacolare torrione strapiombante di conglomerato.

Ai piedi della parete strapiombante, si guada il Torrente Gargassa sfruttando i massi affioranti. Si imbocca poi un sentiero che sale decisamente tra gli alberi allontanandosi dal corso d’acqua. Quando la valle si fa un po’ più agevole, il sentiero si riporta sul torrente, lo guada, e in breve sbuca nell’amena radura pianeggiante dove sorgono le case di Veirera (406 m; 1.10-1.20 ore dalle Case Gargassino).

Veirera è un gruppetto di case, ormai in gran parte diroccate, che si trovano su un bel pianoro allo sbocco superiore del canyon del Gargassa. Il toponimo indica che tra le costruzioni doveva trovarsi una vetreria. Una delle case è stata ristrutturata e trasformata in rifugio dal Parco del Béigua.

Deviazione – Sorgente sulfurea. Passando in mezzo alle case, si imbocca il sentiero segnalato con un cerchio giallo barrato, che taglia in piano accanto al torrente. Presto si trova un bivio: si lascia a sinistra il cerchio giallo barrato, che attraversa il Gargassa su un ponte, per proseguire dritti seguendo le indicazioni per la sorgente. Qualche centinaio di metri più avanti, presso la confluenza del Rio Sorie nel Torrente Gargassa, si trova un altro bivio. Si abbandona la mulattiera principale per scendere a sinistra: si guada il Rio Sorie, si sale brevemente e si riprende a tagliare in piano sul versante sinistro idrografico del Gargassa. Giunti presso un’ansa, pochi metri sopra il torrente, un’indicazione a sinistra guida alla sorgente sulfurea (425 m; 15 minuti da Veirera). La sorgente è indicata da due ometti di pietre, ed è riconoscibile per i caratteristici depositi di sali arancio-rosati.

Senza raggiungere le case, si piega a destra, seguendo il cartello in legno del Sentiero Natura (segnavia: tre punti gialli). Si scendono i muretti di due vecchie terrazze, quindi si guada un piccolo rio e si imbocca un sentiero che sale ripido tra gli alberi. Man mano il bosco si dirada, e si rientra nella zona dei conglomerati, di fronte agli appicchi rocciosi della Rocca Giana e della Rocca dra Crava.

Sul costolone roccioso che scende dalla Rocca dra Crava verso il fondo della Val Gargassa, si riconosce un caratteristico arco di roccia. Localmente è noto come Barcun dra Scignura, cioè “balcone della signora”.

Si attraversa una valletta, poi si taglia brevemente in diagonale e si piega a sinistra, risalendo un ripido costolone detritico verso i dirupi della Rocca Giana. Giunti alla base della parete, la si costeggia in piano verso destra, con panorami spettacolari sulla valle. Sorpassata una cengia un po’ esposta attrezzata con cavo metallico, si giunge ad una selletta. Una breve salita verso destra conduce in vetta alla Rocca dra Crava (512 m; 40-50 minuti da Veirera) che offre un vasto panorama sul canyon e sui monti circostanti.
Ritornati alla selletta, si riprende il sentiero segnalato che scende con un tornante sul versante nord-ovest della Rocca dra Crava. Si taglia poi tra pini, erba e rocce affioranti attraversando alcune vallecole. Guadati due piccoli rii, si continua in salita lungo un ampio sentiero rovinato dall’erosione. Dopo un tratto in piano, ci si congiunge alla pista segnalata con un cerchio giallo pieno (quota 430), e la si segue verso destra superando un cancello. Ad un crocevia presso l’azienda agricola “Monterosso” si continua dritti, quindi si incontra un altro bivio dove si va a sinistra. Si contorna la radura dove sorge la Cascina Camilla, quindi si attraversa un altro cancello e si continua lungo una mulattiera sconnessa che scende nel bosco. Si sorpassa un’area picnic e in breve si ritorna al punto di partenza (40-50 minuti dalla Rocca dra Crava).

 Ringraziamo per la descrizione e la cartina l'autore della pagina: https://www.appenninista.it/valgargassa


Tappa 03 - Rossiglione - Tiglieto

Questa tappa consente di ammirare le "Valli del Latte" sopra Rossiglione. Il percorso, interamente asfaltato sino a Tiglieto, inizia subito dopo il ponte sul Rio Gargassa in uscita da Rossiglione (in direzione Ovada). Sulla nostra destra dobbiamo prendere la ripida e all'inizio stretta Strada Panoramica delle Ciazze. La strada si inerpica con una serie di tornanti e curve strette ma in breve il panorama si allarga e lo sguardo spazia fra boschi, prati e fattorie. 


Seguiamo la strada per alcuni km prima salendo dolcemente e letteralmente galleggiando in un ambiente bucolico e straordinario. Dopo circa 8 km ci immettiamo sulla SP 64 che da Rossiglione porta a Tiglieto ed in breve arriviamo al Passo della Crocetta. Tralasciamo la SP 64 che scende a Tiglieto, e prendiamo a destra in piano una strada secondaria, seguendo le indicazioni per l'area panoramica del Monte Calvo. Proseguiamo in piano e poi in leggera salita per circa 1.5 km fino ad arrivare ad un bivio dove ritroviamo i segnavia del percorso pedonale. Prendiamo a destra in discesa (Via Francia) ed in breve arriviamo a Tiglieto.

Tappa 04 - Tiglieto - Arenzano

Da Tiglieto seguiamo il percorso pedonale fino nei pressi della Badia di Santa Maria della Croce. Il percorso segue nella prima parte il cosiddetto "Anello della Badia", con un tratto che corre alto lungo la sponda destra del fiume Orba. Volendo questo primo tratto si può evitare avvicinandosi all'area della Badia tramite la SP1 e riprendendo i segnavia prima del grande ponte in metallo sull'Orba. 


Da questo punto in poi seguiamo il percorso pedonale, risalendo sempre sulla SP1 in direzione di Acquabona e Martina d'Olba. Dopo esserci inoltrati nella foresta ed aver attraversato l'Olba mediante un grande ponte in acciaio, il percorso si fa leggermente più accidentato. Dobbiamo superare il guado sul Rio Gerla e poi continuare a salire seguendo sempre l'Anello della Badia fino nei pressi di Case Reborina, dove finalmente la strada sterrata spiana e ci consente di respirare. Proseguiamo fino ad un evidente quadrivio nei pressi di Case Pidan. I segnavia proseguono dritti, noi invece saliamo su una stretta stradina asfaltata che in circa 150 m ci porta sulla SP 64 che porta verso Acquabianca. La prendiamo girando a destra e la percorriamo fino ad arrivare a Colla Minetti (casotti di legno e traliccio dell'alta tensione), dove ritroviamo i segnavia. 

Proseguiamo lungo la SP 64 fino ad arrivare prima del ponte sul torrente Carpescio. Qui dobbiamo andare dritti verso Ferriera Alta, superate le case abbandoniamo l'asfalto ed in breve arriviamo allo spettacolare Lago della Chiusa.  Qui dobbiamo guadare il lago e portarci sulla riva opposta. Giriamo immediatamente a destra e saliamo su un brevissima ma sconnessa rampa (bici a spinta) che ci porta in breve in Via Vernin.


Da questo punto in poi seguiamo i segnavia che ci fanno risalire la sponda orografica sinistra del Rio Rosto, dapprima su una comoda stradina asfaltata, e poi per una sterrata immersa in una magnifica foresta (ogni tanto troverete qualche brevissimo tratto poco pedalabile ma niente di complicato). Arriviamo al grande ponte in legno sul Rio Rosto, lo attraversiamo e cominciamo la salita nella foresta verso la Cappella Gattazzè. La salita è breve e troverete un paio di rampe molto ripide lungo le quali probabilmente sarà necessario spingere la bici.


Subito dopo la radura della Gattazzè, abbandoniamo i segnavia (che proseguono avanti a noi) e saliamo a destra su una forestale  che si inoltra nel fitto bosco. Proseguiamo per circa 1800 m fino a ritrovare un'altra strada forestale che prendiamo verso destra (qui ritroviamo di nuovo i segnavia). Proseguiamo fino al suo termine, quando la strada diventa uno stretto sentiero.

Questo è il primo tratto realmente non pedalabile della tappa. Il sentiero prima scende e poi risale lievemente nel bosco fino a sbucare in un'ampia radure alle pendici occidentali del Bric Praioli. Da questo punto fino al Passo del Faiallo dovreste riuscire a pedalare abbastanza agevolmente. Dopo aver attraversato l'incantata foresta dei Foi Lunghi, risaliamo su pendii erbosi e qualche tratto un po' accidentato verso Bric Dato. Da qui la strada si inoltra in un'altra grande faggeta e in lieve discesa arriviamo al Passo del Faiallo.


Subito dopo l'Albergo Nuvola sul Mare, seguiamo i segnavia che ci fanno salire verso il Monte Reixa. Probabilmente riuscirete a percorrere senza problemi alcuni tratti della salita (che mantiene sempre pendenze modeste), mentre in altri tratti sarete costretti a scendere dalla bici e a spingere. 

Dalla vetta del Reixa, inizia il terzo tratto non pedalabile del Cammino. Il percorso scende fra l'erba seguendo il segnavia contrassegnato da una X rossa, e con alcuni tratti abbastanza scalinati arriva prima al Passo Saiardo e poi in breve al Passo della Gava.  Il tratto è lungo circa 1.8 km, tutti in discesa,  e consigliamo di percorrerlo con bici al fianco (a meno che non abbiate una grande tecnica di guida)


Il tratto è comunque abbastanza breve, e comunque sarete circondati da una natura meravigliosa e da un panorama mozzafiato. Davanti a voi il Mar Ligure, verso Est tutta la città di Genova, ad ovest le vette innevate delle Alpi Marittime e Liguri. Arrivati al Passo della Gava potrete risalire in sella ed iniziare a scendere verso Arenzano lungo una bella strada forestale. I primi 300 m sono ancora un po' sconnessi, ma dopo aver superato il rifugio Ca da Gava, non avrete alcun problema a scendere. 

Arrivati al termine della sterrata nei pressi dell'area pic-nic del Curlo (sbarra), continuate a scendere sulla strada ora asfaltata (i segnavia girano a sinistra imboccando il Sentiero degli Inglesi), e in un paio di km arriverete in Via Guglielmo Marconi. Prendete verso sinistra e in un paio di km arriverete al termine della tappa al Santuario del Santo Bambino di Praga.

Tappa 05 - Arenzano - Acquasanta

Dal Santuario del Santo Bambino di Praga, scendiamo utilizzando la viabilità ordinaria verso il Lungomare, e poi seguiamo la SS1 Aurelia fino al ponte sul fiume Cerusa a Genova Voltri. Il percorso pedonale in questo tratto corre parallelo lato mare in una sezione protetta, inibita alle bici, e dobbiamo quindi per forza pedalare sulla strada statale.


Superato il ponte sul Cerusa, prendiamo in salita (indicazioni per Ospedale Evangelico - Fiorino) il cavalcavia ferroviario in cima al quale giriamo a destra seguendo le indicazioni per l'Ospedale. Dopo un ampio tornante verso destra, sulla sinistra inizia la Via dei Giovi, con le indicazioni per il Santuario delle Grazie. La stradina si inerpica con pendenze notevolissime lungo il fianco sinistro della Val Cerusa, dopo circa 500 m spiana e in breve si arriva ad un bivio sulla destra dove si prende una altra stradina asfalta in piano, da percorrersi per circa 200 m. La stradina termina nei pressi dell'ingresso superiore della Villa della Duchessa di Galliera. No giriamo a sx (in questo punto ritroveremo i segnavia del Cammino) e prendiamo una crosa mattonata che in poche centinaia di metri, con pendenza significativa ma comunque pedalabile, ci porta nel piazzale antistante al Santuario. 

Superato il Santuario delle Grazie, si segue completamente il percorso pedonale fino a Mele. L'unico punto "difficile" si trova appena scollinato il crinale fra la Val Cerusa e la Val Leira, poche centinaia di metri dopo il Santuario. Il percorso si inoltra in un boschetto seguendo uno stretto sentiero che in circa 300 m si immette in una stretta stradina asfaltata. Il tratto, avendo buona tecnica di guida, è sicuramente fattibile. Se non vi sentite sicuri, scendete con bici al fianco senza esitare.

Arrivati su asfalto, si scende verso la chiesetta di Carnoli e di qui al borgo di Ferriera. Da qui, dopo avere attraversato un ponticello sul Rio Gorsexio, una breve ma impegnativa salita mattonata ci fa arrivare al centro dell'abitato di Mele.

Dopo Mele, il percorso risale su strada sempre asfaltata la valletta della Biscaccia (circa a metà il percorso pedonale "taglia" un paio di tornanti, ma noi proseguiamo seguendo l'asfalto) fino al termine, in località Leiteè Inferiori.

Attraversiamo un ponte in ferro, saliamo verso un gruppo di case contadine e superiamo un cancello (ATTENZIONE: il cancello va richiuso dopo il vostro passaggio) . Da questo punto  seguiamo un bel percorso nel bosco interamente ciclabile fino ad arrivare ad una radura con alcune postazioni di caccia. Giriamo a destra (sempre seguendo le indicazioni per il percorso pedonale) salendo ancora lievemente nel bosco e poi sbuchiamo su una  ampia sterrata, che poi si tramuta in asfalto, che ci fa scendere verso Acquasanta. Seguiamo l'ampia strada in discesa (che alterna tratti cementati ad altri sterrati) fino ad un punto in cui la segnaletica ci porterebbe ad abbandonare l'asfalto. Noi invece proseguiamo in discesa sulla destra e in breve arriviamo ad Acquasanta.


Tappa 06A - Acquasanta - Genova Pegli

Da Acquasanta seguiamo la stradina asfaltata che ci porta alla Colla di Prà. Il percorso pedonale "taglia" alcuni tornanti ma noi saliamo sull'asfalto, in certi tratti molti ripido.

Arrivati alla Colla di Prà, abbandoniamo i segnavia (che ci farebbero salire sulla nostra sinistra verso il percorso delle "Lische Alte" e cominciamo a scendere, sempre su asfalto, perdendo rapidamente quota. Le pendenze, specie all'inizio,  sono molto accentuate ma il fondo asfaltato è ottimo e non presenta problemi di sorta. Fate attenzione dopo qualche centinaio di metri ad un evidente bivio che dovrete prendere a destra (a sinistra la strada finisce presso una casa privata). Scendiamo nella selvaggia Val Branega, superando alcuni ponticelli e un'area con laghetti e piccoli canyon.

Continuiamo ancora ed entriamo nella zona urbanizzata di Prà-Palmaro, dove ritroviamo i segnavia. Li seguiamo e attraversiamo il ponticello sul torrente Branega arrivando alla Assunta di Prà-Palmaro.

Da questo punto dobbiamo seguire la viabilità ordinaria fino all'imbocco di Via Sapello, dove ci ricongiungiamo con il percorso pedonale che abbandoniamo momentaneamente nei pressi  di Piazza Giuseppe Bignami, dove la viabilità ci impone di ritornare sulla SS1 Aurelia. Proseguiamo verso Est fino alla rotonda successiva ed entriamo di nuovo nell'abitato prendendo Via Cordanieri. Arrivati in una bella piazzetta, scendiamo dalla bici e procediamo a piedi in Via Fusinato (area pedonale) fino a Piazza Amatore Sciesa. Ancora un breve tratto a mano nella prima parte di Via Ratto, e poi possiamo risalire in sella percorrendone la seconda parte fino a Via Ungaretti. Seguiamo le indicazioni del percorso pedonale salendo in Via Loano fino all'incrocio con Via Caldesi, dove siamo obbligati a scendere in Piazza Lido . Da qui proseguiamo sulla SS1 Aurelia entrando nel quartiere di Pegli. Proseguiamo costeggiando la passeggiata a mare ed arriviamo al Molo Archetti dove parte il servizio della NaveBus che ci porterà nel cuore della città di Genova, dove terminerà il nostro Cammino.

Tappa 06B - Genova Pegli - Centro Storico di Genova

Per quanto riguarda l'anello "cittadino" che conclude il Cammino, dovete tenere presente che si attraversano molti tratti esclusivamente pedonali e chiusi al traffico ordinario. Il percorso è interamente percorribile, ma bisogna fare molta attenzioni nei tratti pedonali, soprattutto perché nella loro quasi totalità molto frequentati da cittadini genovesi e turisti.

Massima attenzione quindi nel percorrere le stradine del Centro Storico, dando SEMPRE la precedenza ai pedoni e facendo attenzione agli incroci e  ai tratti (pochi) aperti al traffico.

Insert Image

Tags


You may also like

Il Cammino in MTB

Il Cammino in MTB
Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}

Get in touch

Name*
Email*
Message
0 of 350