NOTA : in fondo alla pagina potete trovare un pulsante con il simbolo "PDF", che vi consentirà di esportare e salvare l'intero contenuto della pagina per poterla consultare off-line
Introduzione
l Cammino per Cicloturisti presenta alcune differenze significative rispetto a quello per camminatori, condividendone comunque più del 80% del totale.
Il percorso è stato adattato ad essere percorso con Mountain Bike front oppure con Gravel-Bike. Sono presenti in ogni caso dei tratti con pendenza molto elevata, che potranno richiedere di spingere la bici se non elettricamente assistita. Altri tratti, indicati sotto, potranno essere percorsi con la bici al fianco, data la scarsa ciclabilità in discesa.
Potete scaricare qui sotto la traccia integrale del percorso. Per quanto riguarda la descrizione, verranno evidenziate solo le differenze per ogni tappa rispetto al percorso per camminatori. Il percorso è lungo circa 151km, una trentina di km in più rispetto al corrispettivo pedonale. Ne consigliamo la percorrenza in almeno 4 giorni (5 se voleste visitare a piedi la meravigliosa Val Gargassa a Rossiglione).
Nei tratti quindi non in comune con il percorso pedonale, o nei bivi dove i due percorsi si separano o si uniscono, potete trovare segnavia specifici per il cicloturismo, con il logo del Cammino ed un ciclista stilizzato.

Distanza:
130 km
Difficoltà:
Media
Quota Min:
0 m
Quota Max:
890 m
Salita:
3750 m
Discesa:
3760 m
Pendenza:
22%
Pendenza:
15%
Anteprima Tappa
Per navigare la mappa da smartphone ruotarlo orizzontalmente

ATTENZIONE: Usare questa mappa solamente come riferimento. Il tracciato ufficiale è quello contenuto nel GPX da scaricare poco sopra
Il percorso per Cicloturisti visto dall'alto
Le Tappe per Cicloturisti
Tappa 01 - Sestri Ponente - Santuario N.S. della Guardia
Il tracciato segue il percorso pedonale quasi integralmente fino alla Chiesa della Costa. Nel seguito i punti cui fare attenzione:
Subito dopo la partenza in Piazza Tazzoli (dove si trova l'Oratorio di San Giuseppe), quando si imbocca Via Paglia che è inibita al traffico, dovete procedere con bici al fianco.
Arrivati al bivio con Via Gazzo, continuate con bici al fianco per circa 100m in lieve salita fino all'incrocio con Via Fabio da Persico. Da questo punto in poi seguite la viabilità ordinaria risalendo poi Via San Giovanni Battista fino ad incrociare Via Santa Maria della Costa che seguirete fino in cima arrivando in Piazza Consigliere (capolinea Linea AMT 158-159), dove si trova la Sede della ASD Montegazzo Outdoor, la società che ha ideato e costruito il Cammino, dove potete se volete anche rifocillarvi al bar e mettere un timbro sulla Credenziale.

Superata Piazza Consigliere, seguiamo la strada asfaltata percorrendo Via XVI Giugno 1944 prima in leggera discesa e poi in lieve salita, fino ad arrivare all'incrocio con Via Domenico Oliva, dove giriamo a sinistra e procediamo per un centinaio di metri. Svoltiamo quindi a destra in discesa lungo Via Olivaro, una delle caratteristiche "crose" mattonate genovesi. Dopo circa 200m sbuchiamo in Via Chiaravagna, che prendiamo svoltando a sinistra.
Alla grande rotonda giriamo a destra ed imbocchiamo una galleria (fate attenzione stando bene a destra e ricordate di tenere accese le luci di posizione come prescritto dal CdS) superata la quale dobbiamo affrontare un'altra rotonda che attraversiamo proseguendo diritti. Arriviamo ad una terza rotonda, in prossimità dell'imbocco di una seconda galleria (che NON dobbiamo percorrere), e prendiamo la terza uscita salendo verso il quartiere di Genova-Borzoli. Questo tratto di strada, lungo per fortuna solo 1 km, può essere molto trafficato specie nelle ore mattutine. Giunti quasi al punto in cui Via Borzoli spiana, dobbiamo prendere a sinistra in Via al Cristo di Marmo (ex Strada Militare di Borzoli). La strada si inerpica con una infinita serie di tornanti sulle pendici a Levante del Monte Teiolo, e vi farà godere di una vista panoramica su Genova. Dopo circa un paio di km la strada può essere percorsa dai grandi automezzi che portano la spazzatura alla grande discarica urbana di Scarpino (che incontrerete più avanti). Continuiamo a salire e nel punto in cui la strada spiana leggermente, sulla vostra sinistra potrete vedere una indicazione per il Monte Tejolo.
Vale la pena fare una breve deviazione, attraversando la strada e salendo alla cappellina posta in vetta tramite un breve tratto erboso ma pedalabile. Da qui il panorama è fantastico, e subito a Ponente vedrete il Monte Gazzo con il Santuario omonimo posto in vetta.
Torniamo sulla strada principale ed in breve arriviamo a costeggiare la parte alta della discarica. Proseguiamo oltre fino ad arrivare ad un evidente bivio. A sinistra si snoda una delle tante strade di servizio della discarica, mentre a destra sale ripida una stretta striscia asfaltata. Ovviamente dobbiamo prendere a destra inoltrandoci nel bosco ed arrivando alla cappellina di Fossa Luea, di fronte alla ex osteria Tucci ora sede di un club per motocrossisti. In questo punto ci ricongiungiamo con il percorso pedonale che sbuca proprio a fianco alla cappellina.
Variante di salita
Qualora voleste evitare la strada di Borzoli, questa descritta può essere una valida variante. Tenete conto però che dovrete percorrere un tratto molto ripido con pendenze del 16-17%, che se non avete una mtb a pedalata assistita possono essere durissimi.
Alla rotonda prima della prima galleria, invece che a destra procedete diritti, risalendo la Val Chiaravagna, stretta valletta costellata da numerosissime testimonianze di archeologia industriale. Qui ancora operano alcune cave che estraggono materiale dalle pendici Ovest del Monte Gazzo. Proseguiamo lungo la valle fino ad arrivare ad un evidente bivio sulla destra con indicata "Via Monte Timone". Qui iniziano i 2 km più duri dell'intero Cammino, per fortuna l'asfalto è in ottimo stato e il traffico praticamente inesistente, quindi con un po' di pazienza e concentrazione si riesce a salire senza problemi. La strada comincia a spianare, pur se la salita continua, e si arriva ad un bivio (indicazioni San Pietro ai Prati - Tuvio - Scarpino), dove bisogna prendere a destra in Salita Cassinelle. Proseguiamo sempre su asfalto ma ora in moderata pendenza, fino ad arrivare al termine dello stesso. Sulla sinistra inizia l'ampia sterrata di servizio alla grande discarica rifiuti di Scarpino, noi invece dobbiamo andare leggermente a sinistra cominciando a percorrere una agevole sterrata che sale dolcemente. Dopo circa 300m ci ricongiungiamo con il percorso pedonale, proseguiamo su facile sterrata per ancora circa 400m ed arriviamo alla cappellina di Fossa Luea, dove ci ri-inseriamo nell'itinerario principale
Saliamo su asfalto fino al bivio con la strada che scende verso la Val Varenna e Genova Pegli, noi invece andiamo a destra, puntando verso la vetta del Monte Figogna. La strada spiana e dopo una leggera discesa arriva ad una piccola depressione, con uno spiazzo ed una casa (ex Osteria del Bossaro, Km 11.6).

Il percorso pedonale sale sulla sinistra, noi invece seguiamo senza esitazioni la strada asfaltata principale che dopo circa 1km si immette sulla strada provinciale che sale da Genova Bolzaneto diretta alla cima del Monte Figogna. Percorriamo l'ultimo km di salita, passiamo davanti alla Cappella dell'Apparizione e con un ultimo tratto con pendenze attorno al 13% arriviamo sul piazzale antistante il Santuario della Madonna della Guardia.
Tappa 02 - Santuario N.S. della Guardia - Rossiglione
Questa è la tappa dove il percorso si discosta maggiormente da quello per camminatori e da quello per Mountain Bike.
Ripercorriamo in discesa la parte finale della tappa precedente, fino ad arrivare allo spiazzo nei pressi della ex-Osteria del Bossaro. Qui abbandoniamo l'asfalto e seguiamo le indicazioni per il percorso pedonale che si inoltre nel bosco girando a destra. Dopo circa una cinquantina di metri non pedalabili con due curve sinistra-destra, la stradina si allarga e diventa cementata. La seguiamo per circa 300m fino ad una sbarra, superata la quale giriamo a destra sulla strada asfaltata che in breve ci porta all'abitato di Lencisa Inferiore.
E' possibile, presso il ristorante Bertin, rifornirsi di panini o altri generi alimentari, e fare provvista d'acqua alla fontanella posta poco più avanti (fino a Masone non troverete altri negozi o punti ristoro a parte l'osteria Chelina ai Piani di Praglia e l'Azienda Prato Rondanino).
Da Lencisa Inferiore seguiamo le indicazioni per Torbi e scendiamo sul sottile nastro di asfalto per circa 4.5 km fino all'abitato di Gazzolo. Ci immettiamo quindi sulla SP4 dei Piani di Praglia che prendiamo a sinistra cominciando a salire verso San Martino di Paravanico. La strada si inerpica e con grandi tornanti risale verso i Piani di Praglia in un ambiente sempre più selvaggio e suggestivo. Dopo circa 9km di salita arriviamo alla Colla di Praglia, dove ci ricongiungiamo col percorso pedonale principale.

Da questo punto in poi seguiamo il percorso pedonale, attraversando l'ampio altopiano dei Piani di Praglia, per poi prendere la sterrata che ci porterà nei pressi di Prato Rondanino.

Prendiamo a sinistra, scendendo su asfalto fino alla Cascine Laiasso. In questo punto il percorso per MTB si inoltra nel bosco per un tratto lungo circa un paio di km, che non presenta difficoltà di sorta. Se volete cimentarvi potete percorrere questa variante. altrimenti proseguite in discesa su asfalto. Dopo una breve risalita si arriva ad un quadrivio dove dobbiamo prendere la strada con indicazioni per Masone. Giunti sul fondo valle, passiamo di fronte al Romitorio di Masone e successivamente ci immettiamo sulla SP del Turchino entrando nell'abitato di Masone. Il percorso abbandona la SP del Turchino per entrare nell'abitato di Masone, girando a sinistra in Via Pallavicini. Vale la pena fare una digressione nel borgo vecchio di Masone, dove potete visitare il bellissimo Museo del Ferro (descrizione nella pagina della tappa pedonale).
E' anche possibile allungare la variante, per andare ad ammirare la spettacolare Cascata del Serpente

Rientrati sulla SP del Turchino, la percorriamo fino a Campo Ligure, dove il percorso ci fa entrare nel centro del paese. Usciti da Campo Ligure riprendiamo la SP del Turchino e ci dirigiamo verso Rossiglione. Abbandoniamo brevemente la SP per entrare nella frazione di Rossiglione Superiore, oltrepassata la quale riprendiamo la SP entrando in Rossiglione Inferiore.
NOTA
La tappa può terminare indifferentemente a Masone o a Campo Ligure o a Rossiglione, che incontrerete in sequenza, in funzione di quanti km vorrete percorrere e di dove troverete alloggio per la notte. Per quanto riguarda le cose da vedere a Masone o a Campo Ligure fate riferimento alla descrizione del percorso pedonale principale.
Se invece deciderete di proseguire fino a Rossiglione, merita una visita il Museo Passatempo. Interessante da vedere anche il ponte medioevale.
Un'ampia raccolta di moto, cicli e oggetti d'epoca funzionanti ricostruisce la storia italiana del novecento, in particolare del secondo dopoguerra.

L'esposizione è articolata in due parti distinte: si snoda tra la preesistente Casa Museo (in località S. Anna, via Sciutto), che ricostruisce gli ambienti appartenenti al secolo passato, e la nuova Sede Civica con postazioni multimediali, allestimenti innovativi e scenografie di grande impatto ed interesse.
Per maggiori informazioni e orari di apertura consultate il sito web: www.museopassatempo.it

Nei pressi della borgata di Rossiglione Inferiore, sovrastante il torrente Gargassa, è presente un antico ponte costruito - secondo una delibera della comunità nel 1599 - verso la fine del XVII secolo. Anticamente precedente sicuramente al 1630, sul ponte era presente una porta d'accesso ad oggi non più presente per motivi sconosciuti. Oggi il ponte - fino al 1856 passaggio obbligatorio per attraversare il paese - si presenta a solo due arcate, ma si ipotizza che in origine il ponte fosse corredato di tre arcate; quest' ultima potrebbe essere stata demolita durante il rifacimento delle due estremità.
Escursione aggiuntiva (a piedi)
Suggeriamo di prendervi un giorno in più per una escursione giornaliera (con partenza e arrivo a Rossiglione e da farsi a piedi) nella selvaggia e incredibile Val Gargassa (vedete sotto il dettaglio). Pianificate l'escursione lasciando le bici nel luogo dove pernotterete. Sono consigliati gli scarponcini da trekking, portate con voi il necessario per il pranzo in quanto non troverete rifugi o posti dover poter acquistare il cibo.
Caratteristiche
Difficoltà: E
Dislivello in salita: 250 m circa
Tempo: 2.30 – 3 ore (intero anello)
La Val Gargassa è uno dei luoghi più particolari dell’intero Parco Naturale del Monte Beigua. Il Torrente Gargassa, affluente dello Stura, ha inciso profondamente una formazione di conglomerati, creando un canyon dai versanti ripidi e rocciosi. Il paesaggio, che è spoglio, impervio e desolato, ricorda da vicino quello di alcuni canyon del Far West, suggestione accentuata dal colore bruno-rossastro delle rocce. Sul fondo del canyon il torrente scorre inforrato, formando bellissimi laghetti dalle acque cristalline. Tutta la valle è percorsa dall’omonimo Sentiero Natura del parco, un itinerario ad anello che prima percorre il fondo del canyon, poi lo contorna dall’alto. I tratti potenzialmente impervi e pericolosi sono abbondantemente attrezzati con ringhiere e catene; solo sulla via del ritorno, una breve cengia attrezzata sul versante della Rocca Giana può dare fastidio a chi soffre di vertigini.
Accesso
Dal centro di Rossiglione si prende la strada per Tiglieto e la si segue per 2 km circa; si imbocca quindi a sinistra una breve diramazione che scende ad attraversare il Torrente Gargassino presso la confluenza con il Gargassa, e giunge al campo da calcio “R. Tognocchi” (località Case Gargassino; 322 m).


Il Percorso
Seguendo il cartello indicatore del Sentiero Natura (segnavia FIE doppia X gialla), si supera una staccionata in legno e si costeggia sulla destra il campo da calcio. Entrati nel bosco, si piega a destra e si effettua un breve saliscendi per contornare una piccola frana, poi si prosegue più comodamente. Costeggiando il torrente, si giunge ad un primo tratto inforrato tra le serpentiniti, in cui il sentiero è protetto con ringhiere di legno. Sorpassato un traverso su rocce accidentate, attrezzate con catene, il sentiero ritorna più comodo e costeggia la recinzione dell’azienda agricola Monterosso.
Attraversato un boschetto e superato un rio su un ponticello in legno, si entra nel conglomerato. La valle si rinserra man mano tra ripidi versanti rocciosi, su cui crescono radi pini, mentre il Torrente Gargassa forma bei laghetti. L’ultimo tratto del canyon è il più impervio, e qui si ritrovano tratti protetti da ringhiere in legno e un altro traverso attrezzato con catene. Si giunge quindi ad un’ansa del torrente ai piedi del Muso del Gatto (quota 370 circa), spettacolare torrione strapiombante di conglomerato.
Ai piedi della parete strapiombante, si guada il Torrente Gargassa sfruttando i massi affioranti. Si imbocca poi un sentiero che sale decisamente tra gli alberi allontanandosi dal corso d’acqua. Quando la valle si fa un po’ più agevole, il sentiero si riporta sul torrente, lo guada, e in breve sbuca nell’amena radura pianeggiante dove sorgono le case di Veirera (406 m; 1.10-1.20 ore dalle Case Gargassino).
Veirera è un gruppetto di case, ormai in gran parte diroccate, che si trovano su un bel pianoro allo sbocco superiore del canyon del Gargassa. Il toponimo indica che tra le costruzioni doveva trovarsi una vetreria. Una delle case è stata ristrutturata e trasformata in rifugio dal Parco del Béigua.
Deviazione – Sorgente sulfurea. Passando in mezzo alle case, si imbocca il sentiero segnalato con un cerchio giallo barrato, che taglia in piano accanto al torrente. Presto si trova un bivio: si lascia a sinistra il cerchio giallo barrato, che attraversa il Gargassa su un ponte, per proseguire dritti seguendo le indicazioni per la sorgente. Qualche centinaio di metri più avanti, presso la confluenza del Rio Sorie nel Torrente Gargassa, si trova un altro bivio. Si abbandona la mulattiera principale per scendere a sinistra: si guada il Rio Sorie, si sale brevemente e si riprende a tagliare in piano sul versante sinistro idrografico del Gargassa. Giunti presso un’ansa, pochi metri sopra il torrente, un’indicazione a sinistra guida alla sorgente sulfurea (425 m; 15 minuti da Veirera). La sorgente è indicata da due ometti di pietre, ed è riconoscibile per i caratteristici depositi di sali arancio-rosati.
Senza raggiungere le case, si piega a destra, seguendo il cartello in legno del Sentiero Natura (segnavia: tre punti gialli). Si scendono i muretti di due vecchie terrazze, quindi si guada un piccolo rio e si imbocca un sentiero che sale ripido tra gli alberi. Man mano il bosco si dirada, e si rientra nella zona dei conglomerati, di fronte agli appicchi rocciosi della Rocca Giana e della Rocca dra Crava.
Sul costolone roccioso che scende dalla Rocca dra Crava verso il fondo della Val Gargassa, si riconosce un caratteristico arco di roccia. Localmente è noto come Barcun dra Scignura, cioè “balcone della signora”.
Si attraversa una valletta, poi si taglia brevemente in diagonale e si piega a sinistra, risalendo un ripido costolone detritico verso i dirupi della Rocca Giana. Giunti alla base della parete, la si costeggia in piano verso destra, con panorami spettacolari sulla valle. Sorpassata una cengia un po’ esposta attrezzata con cavo metallico, si giunge ad una selletta. Una breve salita verso destra conduce in vetta alla Rocca dra Crava (512 m; 40-50 minuti da Veirera) che offre un vasto panorama sul canyon e sui monti circostanti.
Ritornati alla selletta, si riprende il sentiero segnalato che scende con un tornante sul versante nord-ovest della Rocca dra Crava. Si taglia poi tra pini, erba e rocce affioranti attraversando alcune vallecole. Guadati due piccoli rii, si continua in salita lungo un ampio sentiero rovinato dall’erosione. Dopo un tratto in piano, ci si congiunge alla pista segnalata con un cerchio giallo pieno (quota 430), e la si segue verso destra superando un cancello. Ad un crocevia presso l’azienda agricola “Monterosso” si continua dritti, quindi si incontra un altro bivio dove si va a sinistra. Si contorna la radura dove sorge la Cascina Camilla, quindi si attraversa un altro cancello e si continua lungo una mulattiera sconnessa che scende nel bosco. Si sorpassa un’area picnic e in breve si ritorna al punto di partenza (40-50 minuti dalla Rocca dra Crava).

Ringraziamo per la descrizione e la cartina l'autore della pagina: https://www.appenninista.it/valgargassa
Tappa 03 - Rossiglione - Tiglieto
Questa tappa consente di ammirare le "Valli del Latte" sopra Rossiglione seguendo un tratto interamente asfaltato sino a Tiglieto.
Usciamo dal bordo di Rossiglione Inferiore seguendo la segnaletica, fino a ritornare sulla SP del Turchino.
In questo punto facciamo attenzione ! Non dobbiamo proseguire verso Ovada ma dobbiamo tornare indietro per una cinquantina di metri verso Rossiglione, dove troveremo il bivio per la strada panoramica della Ciazze che prendiamo salendo decisamente sulla destra. La strada si inerpica con una serie di tornanti e curve strette ma in breve il panorama si allarga e lo sguardo spazia fra boschi, prati e fattorie.


Seguiamo la strada per alcuni km prima salendo dolcemente e letteralmente galleggiando in un ambiente bucolico e straordinario. Dopo circa 8 km ci immettiamo sulla SP 64 che da Rossiglione porta a Tiglieto ed in breve arriviamo al Passo della Crocetta. Tralasciamo la SP 64 che scende a Tiglieto, e prendiamo a destra in piano una strada secondaria, seguendo le indicazioni per l'area panoramica del Monte Calvo. Proseguiamo in piano e poi in leggera salita per circa 1.5 km fino ad arrivare al bivio con Via Francia, dove ritroviamo i segnavia del percorso pedonale. Prendiamo a destra in discesa ed in breve arriviamo a Tiglieto, terminando la tappa sul piazzale antistante alla Chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta.
Tappa 04 - Tiglieto - Arenzano
Dal piazzale antistante alla chiesa di Tiglieto scendiamo lungo la strada asfaltata (SP64) per circa 200 metri e al bivio giriamo a sinistra in discesa sulla SP1 che ci porta in un paio di km all'imbocco del ponte in acciaio che attraversa l'Orba. NON attraversiamo il ponte, e invece giriamo a destra seguendo le indicazioni del percorso pedonale che ci porta ad attraversare il magnifico ponte medioevale che corre parallelo ad Ovest del ponte in acciaio.


Da questo punto in poi seguiamo il percorso pedonale, risalendo sempre sulla SP1 in direzione di Acquabona e Martina d'Olba. Dopo esserci inoltrati nella foresta ed aver attraversato l'Orba mediante un grande ponte in acciaio, raggiungiamo il gruppo di case di Ferriera Inferiore. Proseguiamo per un centinaio di metri seguendo ancora il percorso pedonale, fino ad un evidente bivio. Qui dobbiamo girare decisi alla nostra destra (il percorso pedonale prosegue invece a sinistra seguendo il corso dell'Orba). Percorriamo un breve sentiero inerbito per un centinaio di metri, fino a raggiungere una stradina asfalta nei pressi delle case di Ferriera Inferiore. La stradina si inerpica con pendenze importanti (con una eBike non ci sono problemi ) per poi scollinare e arrivare alla Colla Minetti (casotti di legno e traliccio dell'alta tensione), dove ritroviamo il percorso pedonale con i suoi segnavia.
Proseguiamo lungo la SP 64 fino ad arrivare prima del ponte sul torrente Carpescio. Qui dobbiamo andare dritti verso Ferriera Alta, superate le case abbandoniamo l'asfalto ed in breve arriviamo allo spettacolare Lago della Chiusa. Qui dobbiamo guadare il lago e portarci sulla riva opposta. Giriamo immediatamente a destra e saliamo su un brevissima ma sconnessa rampa (bici a spinta) che ci porta in breve in Via Vernin.


Da questo punto in poi seguiamo i segnavia che ci fanno risalire la sponda orografica sinistra del Rio Rosto, dapprima su una comoda stradina asfaltata, e poi per una sterrata immersa in una magnifica foresta (ogni tanto troverete qualche brevissimo tratto poco pedalabile ma niente di complicato). Arrivati in vista del grande ponte in legno sul Rio Rosto, NON lo attraversiamo e cominciamo invece a salire la strada sterrata sulla nostra destra che in meno di 1km ci porta alla Colla di Acquabianca.
NOTA: i percorsi pedonali e per MTB invece prevedono l'attraversamento del ponte sul Rosto, la salita nella selva dell'Orba fino alla Cappella Gattazzè e poi la successiva risalita per forestali e tratti in single track al Passo del Faiallo. Se volete avventurarvi su questo tratto seguite le indicazioni specifiche nella pagina relativa al percorso pedonale. Tenete conto che, se avete una gravel o una mtb muscolare dovrete spingere per qualche tratto.
Dalla Colla di Acquabianca procediamo su asfalto fino alla minuscola circonvallazione interna del paese, fino ad imboccare la SP che porta verso Vara Superiore. La strada sale dolcemente attraversando fitti boschi fino a scollinare nei pressi di un incrocio. Prendiamo a sinistra e in discesa con alcuni tornanti arriviamo sulla SP del Passo del Faiallo, che percorriamo in salita per alcuni km fino ad arrivare al Passo omonimo.
Il percorso cicloturistico prevede da questo punto la discesa lungo la SP del Faiallo verso la zona del Forte Geremia e poi la successiva discesa lungo la antica Via dei Giovi verso Voltri e poi Arenzano.

Genova vista dal Monte Reixa
Consigliamo però di fare una breve digressione a piedi (o se ve la sentite in bici) salendo sul Monte Reixa (circa 30' dal rifugio Nuvola sul Mare) per poter ammirare tutta la città di Genova fino alle coste toscane. Questo è il punto panoramico per eccellenza del Cammino. Nelle giornate terse, specie da Settembre ad Aprile, lo spettacolo è assicurato la Corsica verso Sud, le alpi imbiancate verso Ovest e Nord, Genova , il monte di Portofino e le coste toscane verso Est.
Nei mesi più caldi potete anche salire al Reixa alla sera per godervi un tramonto straordinario !
La discesa avviene lungo la strada di risalita.
Variante MTB passando per Monte Reixa e Passo della Gava
Come alternativa, i più intrepidi possono provare da questo punto a seguire il percorso per MTB (vedere la pagina relativa) salendo al Monte Reixa e poi scendendo verso il Passo della Gava e poi Arenzano. A causa delle alluvioni occorse a fine Ottobre 2024 . il tratto dalla Gava alla area picnic del Curlo è però non percorribile, e bisogna scendere tramite il sentiero A e poi il sentiero C2 che sono dei single-tracks. Consigliamo quindi questa variante solo a chi in possesso di buone abilità di conduzione della bici.
Scendiamo quindi lungo la SP del Faiallo, che dopo circa 1 km si apre su uno scenario incredibile. La strada taglia come un nastro argentato il fianco sud della cresta appenninica dominata dalla sagoma inconfondibile del Monte Dente, mentre alla nostra il Mar Ligure la fa da padrone.

la SP del Faiallo in invernale
Scendiamo in uno scenario severo ma entusiasmante e cominciamo ad intravvedere davanti a noi la sagoma del Forte Geremia che domina il crinale.

il Forte Geremia in lontananza
Continuiamo a scendere fino ad arrivare ad una evidente colla, nei pressi della quale sulla nostra sinistra troviamo un grande cancello con l'indicazione del Forte Geremia. Il percorso prosegue in discesa lungo la SP del Faiallo, ma consigliamo di fare una breve digressione per visitare il Forte.
Variante di visita al Forte
Imbocchiamo la sterrata che inizia dal cancello che percorriamo per circa 300m fino ad un evidente bivio, dal quale possiamo vedere di fronte a noi il forte. Prendiamo a destra in lieve salita lo sterrato che in circa 500 m ci porta sul piazzale antistante il forte.
Visitato il Forte, possiamo scendere tornando indietro lungo la sterrata fino al grande cancello dove riprendiamo il percorso di discesa lungo la strada asfaltata.

Mappa Variante Forte Geremia

Il forte fu costruito dal genio militare del Regno d'Italia, verso la fine del XIX secolo, sull'ampia anticima orientale del Bric Geremia (819 m) dal quale prende il nome, formava un complesso di fortificazioni che, assieme alla vicina Batteria Aresci (ora semidistrutta), aveva lo scopo di controllare il passo del Turchino e le valli adiacenti. La decisione della sua edificazione fu voluta per un maggior controllo del valico appenninico che, a partire dalla fine del XIX secolo, assunse grande importanza storica e commerciale per le vallate del Ponente genovese e per la stessa Genova.
Le due costruzioni difensive, circondate da un notevole fossato, furono dotate di un telegrafo e di una strada militare permettendo così un rapido collegamento viario e di comunicazione. Presidiata fino alla prima guerra mondiale la Batteria Aresci fu interessata il 28 gennaio del 1914 da un'esplosione della polveriera che, oltre a causare la morte di alcuni soldati, danneggiò alcune parti della batteria. Successivamente abbandonata, principalmente per mancanza di utilizzo bellico, della batteria rimangono ancora oggi visibili il corpo di guardia e l'antistante piazzale dove, a fianco, sorgevano le postazioni di fuoco e la caserma.
Il forte Geremia si presenta invece come una caserma in pietra su due piani e in discrete condizioni strutturali nonostante l'abbandono dopo la seconda guerra mondiale.
Forte Geremia è di proprietà del comune di Masone che, grazie ad un recente lavoro di restauro e conservazione (terminati nel 2012), lo ha trasformato in un centro visite e di sosta attrezzata del Parco naturale regionale del Beigua. Da settembre 2016 un'associazione si occupa della gestione, utilizzando la struttura come rifugio con camerate per dormire e servizio pranzo e cena, ospitando durante l'anno eventi di vario genere
fonte Wikipedia
Scendiamo quindi sulla SP del Faiallo per circa 2km fino alla località Favin (sbarra e panchina in legno sulla nostra destra) . Qui, passando a fianco della sbarra, prendiamo un tratto sterrato della Alta Via dei Monti Liguri, che ci porterà nei pressi della suggestiva Cappelletta di Masone. Questo tratto (lungo circa 1 km) è molto bello e attraversa punti molto suggestivi. Arrivati nei pressi di un traliccio Enel, bisogna girare a sinistra e, dopo un centinaio di metri alquanto sconnessi (consigliamo per chi non se la sente di scendere con la bici al fianco ), ci immettiamo su una cementata che in brevissimo ci porta alla Cappelletta di Masone.

verso la Cappelletta

località Favin

Cappelletta di Masone

Cappelletta di Masone
Dopo una sosta alla Cappelletta, torniamo sulla SP del Faiallo e questa volta giriamo a destra risalendola per circa 200m, fino ad arrivare ad un evidente bivio che prendiamo in discesa a sinistra.

Bivio per la Canellona
Da questo punto inizia la antica Via dei Giovi, che in uno scenario incantato ci porterà prima alle case Canellona, poi al minuscolo abitato di Voltino.

Cavalli al pascolo

Case Canellona

Dopo un paio di km, superata una grande casa sulla nostra destra (la cosiddetta Ca' de Anime), abbandoniamo la Via dei Giovi e scendiamo con alcuni stretti tornanti in Val Cerusa, che percorriamo fino alla foce del torrente omonimo arrivando sulla SS1 Aurelia.

Bivio Ca de Anime verso Val Cerusa
Arrivati a Voltri nei pressi della foce del torrente Cerusa, seguiamo la SS1 Aurelia fino ad Arenzano e seguendo le indicazioni per il Santuario del Santo Bambino di Praga completiamo la tappa.
Tappa 05 - Arenzano - Acquasanta
Dal Santuario del Santo Bambino di Praga, scendiamo utilizzando la viabilità ordinaria verso il Lungomare, e poi seguiamo la SS1 Aurelia fino al ponte sul fiume Cerusa a Genova Voltri. Il percorso pedonale in questo tratto corre parallelo lato mare in una sezione protetta, inibita alle bici, e dobbiamo quindi per forza pedalare sulla strada statale.

Superato il ponte sul Cerusa, prendiamo in salita (indicazioni per Ospedale Evangelico - Fiorino) il cavalcavia ferroviario in cima al quale giriamo a destra seguendo le indicazioni per l'Ospedale. Dopo un ampio tornante verso destra, sulla sinistra inizia la Via dei Giovi, con le indicazioni per il Santuario delle Grazie. La stradina si inerpica con pendenze notevolissime lungo il fianco sinistro della Val Cerusa, dopo circa 500 m spiana e in breve si arriva ad un bivio sulla destra dove si prende una altra stradina asfalta in piano, da percorrersi per circa 200 m. La stradina termina nei pressi dell'ingresso superiore della Villa della Duchessa di Galliera. No giriamo a sx (in questo punto ritroveremo i segnavia del Cammino) e prendiamo una crosa mattonata che in poche centinaia di metri, con pendenza significativa ma comunque pedalabile, ci porta nel piazzale antistante al Santuario.
Superato il Santuario delle Grazie, si segue completamente il percorso pedonale fino a Mele. L'unico punto "difficile" si trova appena scollinato il crinale fra la Val Cerusa e la Val Leira, poche centinaia di metri dopo il Santuario. Il percorso si inoltra in un boschetto seguendo uno stretto sentiero che in circa 300 m si immette in una stretta stradina asfaltata. Il tratto, avendo buona tecnica di guida, è sicuramente fattibile. Se non vi sentite sicuri, scendete con bici al fianco senza esitare.
Arrivati su asfalto, si scende verso la chiesetta di Carnoli e di qui al borgo di Ferriera. Abbandoniamo in questo punto il percorso pedonale, e seguiamo l'asfalto in discesa fino a FondoCrosa. Qui imbocchiamo in salita la SP del Turchino, che seguiamo per circa 1.5 km fino al bivio sulla sinistra che ci permette di entrare nell'abitato di Mele. Saliamo, superiamo la piazza del Comune e ci ricongiungiamo col percorso pedonale.


Dopo Mele, il percorso risale su strada sempre asfaltata la valletta della Biscaccia (circa a metà il percorso pedonale "taglia" un paio di tornanti, ma noi proseguiamo seguendo l'asfalto) fino al termine, in località Leiteè Inferiori.
Attraversiamo un ponte in ferro, saliamo verso un gruppo di case contadine e superiamo un cancello (ATTENZIONE: il cancello va richiuso dopo il vostro passaggio) . Da questo punto seguiamo un bel percorso nel bosco interamente ciclabile fino ad arrivare ad una radura con alcune postazioni di caccia. Giriamo a destra (sempre seguendo le indicazioni per il percorso pedonale) salendo ancora lievemente nel bosco e poi sbuchiamo su una ampia sterrata, che poi si tramuta in asfalto, che ci fa scendere verso Acquasanta. Seguiamo l'ampia strada in discesa (che alterna tratti cementati ad altri sterrati) fino ad un punto in cui la segnaletica ci porterebbe ad abbandonare l'asfalto. Noi invece proseguiamo in discesa sulla destra e in breve arriviamo ad Acquasanta.


Tappa 06A - Acquasanta - Genova Pegli
Da Acquasanta seguiamo la stradina asfaltata che ci porta alla Colla di Prà. Il percorso pedonale "taglia" alcuni tornanti ma noi saliamo sull'asfalto, in certi tratti molti ripido.
Arrivati alla Colla di Prà, abbandoniamo i segnavia (che ci farebbero salire sulla nostra sinistra verso il percorso delle "Lische Alte" e cominciamo a scendere, sempre su asfalto, perdendo rapidamente quota. Le pendenze, specie all'inizio, sono molto accentuate ma il fondo asfaltato è ottimo e non presenta problemi di sorta. Fate attenzione dopo qualche centinaio di metri ad un evidente bivio che dovrete prendere a destra (a sinistra la strada finisce presso una casa privata). Scendiamo nella selvaggia Val Branega, superando alcuni ponticelli e un'area con laghetti e piccoli canyon.



Continuiamo ancora ed entriamo nella zona urbanizzata di Prà-Palmaro, dove ritroviamo i segnavia. Li seguiamo e attraversiamo il ponticello sul torrente Branega arrivando alla Assunta di Prà-Palmaro.
Arrivati sulla SS1 Aurelia, procediamo verso Levante ed imbocchiamo subito sulla destra la ciclopedonale che percorriamo fino al termine, facendo attenzione ai numerosi attraversamenti. Terminata la ciclopedonale (superato un campo sportivo alla nostra destra), percorriamo una rotonda che ci fa abbandonare l'Aurelia per entrare nell'interno (Via Ferriere di Prà) ed arrivare in Via Ratto, che percorriamo fino a Via Ungaretti. Seguiamo le indicazioni del percorso pedonale salendo in Via Loano fino all'incrocio con Via Caldesi, dove siamo obbligati a scendere in Piazza Lido . Da qui proseguiamo sulla SS1 Aurelia entrando nel quartiere di Pegli. Proseguiamo costeggiando la passeggiata a mare ed arriviamo al Molo Archetti dove parte il servizio della NaveBus che ci porterà nel cuore della città di Genova, dove terminerà il nostro Cammino.
Tappa 06B - Genova Pegli - Centro Storico di Genova
Per quanto riguarda l'anello "cittadino" che conclude il Cammino, dovete tenere presente che si attraversano molti tratti esclusivamente pedonali e chiusi al traffico ordinario. Il percorso è interamente percorribile, ma bisogna fare molta attenzioni nei tratti pedonali, soprattutto perché nella loro quasi totalità molto frequentati da cittadini genovesi e turisti.
Massima attenzione quindi nel percorrere le stradine del Centro Storico, dando SEMPRE la precedenza ai pedoni e facendo attenzione agli incroci e ai tratti (pochi) aperti al traffico.

