Tappa 2: Santuario della Guardia – Campo Ligure / Masone

Introduzione

La seconda tappa del Cammino dei Santuari del Mare, dal Monte Figogna a Campo Ligure, offre un'emozionante avventura attraverso scenari naturali e storici.

Con una lunghezza di 26.1 km e un dislivello che abbraccia la bellezza delle alture liguri, questa tappa presenta una sfida gratificante per i camminatori.

Partendo dal suggestivo Santuario della Madonna della Guardia, il percorso attraversa antiche mulattiere, boschi di castagni e panorami spettacolari sulla costa. 

Attraverso luoghi emblematici come la Cappellina di Rocca Maja e l'Altopiano dei Piani di Praglia, gli escursionisti si immergono nella natura selvaggia e scoprono l'eredità culturale della Liguria.

La tappa culmina nel suggestivo centro di Campo Ligure, dove storia e artigianato si fondono nel Castello e nel Museo della Filigrana, offrendo ai pellegrini un'esperienza indimenticabile.

Per chi percorre il Cammino in mountain bike, è possibile affrontare una variante (dettagliata nel seguito) che prevede la discesa a Masone e poi il trasferimento a Campo Ligure per completare la tappa.

AVVERTENZA: si consiglia di provvedere ai rifornimenti per cibo e acqua presso il negozio di alimentari situato a Lencisa Inferiore a pochi Km dalla partenza della tappa.

Distanza:
26,1 km

Difficoltà:
Facile

Quota Min:
532 m

Quota Max:
895 m

Salita:
650m

Discesa:
7000m

Pendenza:
15%

Pendenza:
10%

Anteprima Tappa

ATTENZIONE: Usare questa mappa solamente come riferimento. Il tracciato ufficiale è quello contenuto nel GPX da scaricare poco sopra

Ospitalità

Lencisa

  • Alimentari Commestibili Lencisa – Piazza Lencisa – tel.3474905326
  • Trattoria Bertin – Piazza Lencisa, 21 A – tel.010718040
  • Trattoria Bicci – Via Lencisa, 6 - tel.010718022

Piani di Praglia

  • Trattoria La Chelina – Località Piani di Praglia – tel.010721426 – 3354052795 (da ottobre a Pasqua chiusura martedì e mercoledì-da Pasqua a settembre chiusura martedì)
  • Centro ippico – Località Prato Rondanino - Trattoria e camere – tel.0109270032 - 3887454888

Masone

  • Amarcord – Pizzeria –Via G.Cantore,7 – Masone – tel. 3468491804
  • La Botte Ristorante – Via Roma,27 – Masone – tel. 010926591
  • Ristorante da Pippi – Via Roma,94 – Masone – tel. 0109269126

Campo Ligure

Per dormire
La Buscarella                       389 912 3636     Via Pian del Rosso, 23
Nonno Toni                           334 782 0086     Via della Giustizia, 10
La Finestra sul borgo          349 455 8038     Vico Allo Stura, 3/1
Gli Orti di Bertin                   334 792 9490     Via Valle Ponzema, 175 (possibilità pernotto in tenda)
Forno                                     329 853 4051      Vico del Forno, 11/4
Affittacamere Barucco       335 624 6813      Vico Barucco, 1/3
Hotel Ristorante Turchino  327 178 2621      Via Isola Giugno 109
Accoglienza Parrocchiale a donativo     328 6310657 Don Aldo, 334 507 7638 Irma

Per mangiare
Taverna del Falco                 010 920264           Via Luigi Bosco, 25
Fregugge Ristopizza            010 920179           Piazza Martiri della Benedicta 2
Caccia Ca Bugge                  010 920999           Via Trieste 28
Pizzeria La Tana del Lupo   010 921125           Piazzale Guglielmo Marconi 9
Osteria Vallebona                 010 9202330         Via Valle Ponzema, 183
Ristorante Vigos                   010 7317151          Via Don Minzoni, 46
Fresco – Il ristorante a casa tua  327 6167471 Via Saracco 37/39
Bar Europa                            010 920795       Viale S. Michele, 46

Bar
Bar Moderno                       010 920849       Piazza Vittorio Emanuele II, 1
Bar del Borgo                     346 220 9758     Piazza Vittorio Emanuele II, 14
Bar Giulia                            010 920225        Piazza Martiri della Benedicta, 7
Bar Stazione                       010 921030        Piazzale Guglielmo Marconi, 27
Pasticci Amo Bistrò           351 625 8373     Via Don Minzoni, 44
O’ Donoghue Irish Pub      347 7727153      Via Don Minzoni, 76

Rossiglione (verificare possibilità di trasferimento con navetta)

Casa Vacanza Adriana    345 9388711     Via del Forno 9
Azienda Agricola Lavagè 347 3070662     Via Valle Gargassa 100
La Casa di Susanna          333 1317496     Piazza Madonna degli Angeli, 2
La Stanza Verde                347 1321438     Via Mazzini, 29


Il Percorso

Partiamo dal piazzale antistante al Santuario e riprendiamo la strada percorsa ieri per la risalita. Dopo circa 50m, in corrispondenza di una grande statua bronzea della Madonna, prendiamo subito a destra in ripida discesa ed arriviamo in breve ad incrociare il tracciato della ex Guidovia.

Lo attraversiamo e riprendiamo la strada percorsa il giorno precedente fino ad arrivare alla ex Osteria del Bossaro. La superiamo e, in prossimità di un evidente slargo nella strada, prendiamo un sentiero che scende sulla destra nel bosco.

Dopo un tornantino verso sinistra ed uno successive verso destra,  il sentiero si allarga diventando in parte cementato fino a confluire in una bella sterrata che termina dopo poche centinaia di metri presso una sbarra.

Superiamo la sbarra e scendiamo sulla strada asfaltata che con una ripida discesa ci porta nei pressi della frazione di Lencisa Inferiore a 532m slm (1.5 km).

Qui ci sono un paio di ottimi bar/trattorie ed anche un piccolo alimentari dove potrete fare provviste per il pranzo (fino al termine della tappa, se volete provvedere autonomamente al pranzo, non ci sono altri negozi) e una fontanella sulla piazza dopo le trattorie per riempire le borracce d’acqua. Si consiglia di fare una buona scorta di acqua perché fino al termine della tappa le fonti sono molto rare.

Prendiamo la strada asfaltata che gira a sinistra fra le case seguendo le indicazioni per San Carlo di Cese e la Val Varenna, e scendiamo leggermente per circa 400m fino ad un bivio, dove prendiamo in salita il ramo di destra dirigendoci verso la frazione di Vaccarezza Inferiore che raggiungiamo con lievissimi saliscendi al km 2.8.

Al termine della strada asfaltata prendiamo una mulattiera sulla destra, che comincia a salire nel bosco con alcuni tornanti fino ad arrivare ad alcuni ruderi di case (Km 3.0).

Dopo le case il sentiero sale a sinistra superando un gigantesco albero e poi vira a destra, risalendo una sponda con buona pendenza.

Dopo un paio di tornanti ed un ultimo agevole tratto, usciamo dal bosco e arriviamo in breve alla cappellina di Rocca Maja a 670m slm (km 3.6), luogo ideale per una prima sosta e per riprendere fiato.

Da questo punto in poi, fino all'arrivo ai Piani di Praglia, ritroviamo il segnavia FIE triangolo rosso (percorso Bolzaneto - Piani di Praglia)

Scopri di più su Cappellina di Rocca Maya

La cappella prende il nome dall’imponente sperone roccioso della Rocca Maia (695 m), posto poco più a nord e non visibile a causa degli alberi. Si tratta di una storica palestra d’arrampicata, per lungo tempo è stata quasi abbandonata; di recente le vie di salita sono state recuperate e ripristinate. Per raggiungere la cima della Rocca Maia, sormontata da una piccola croce, basta proseguire in direzione del Monte Proratado per una ventina di metri, poi deviare a destra sul sentierino che porta subito in vetta.

Dalla cappellina seguiremo una bella mulattiera, inframezzata da alcune rampe cementate, che con pendenze a volte lievi a volte impegnative, passando attraverso magnifici boschi di castagni ci porta alla Colla del Garsello, a m 860 slm (Km 5.0).

Da questo punto in poi il percorso si svolge interamente allo scoperto. La strada ora diventa una sterrata, che risale dolcemente costeggiando le pendici sud del Monte Proratado (928m slm).

Scopri di più sul Monte Proratado

PENTAX Image

Il Monte Proratado (928 m) è una piccola cima a forma di dorso che sorge all’estremità nord-orientale dell’altopiano sommitale della Scaggia, leggermente distaccato dall’altopiano stesso e quindi più isolato di altre cime circostanti. È un importantissimo punto nodale: dal Proratado si distacca verso est la dorsale divisoria tra la Val Varenna e la Val Polcevera, che poi piega verso sud a formare tutto il piccolo sottogruppo del Monte Figogna.

Il versante sud è in gran parte erboso, poi ricoperto da fitti boschi di latifoglie sotto una certa quota, e guarda l’appartata valle del Torrente Grillo, affluente del Varenna. Il versante nord è invece più ripido e dirupato, inciso da impervi canaloni, poi ugualmente coperto da intricate boscaglie, e sovrasta il selvaggio vallone del Rio San Martino, appartenente al bacino del Polcevera.

La vetta del Proratado è costituita da un piccolo affioramento di rocce, ed è segnalata da un ometto di pietre. Grazie alla sua posizione abbastanza isolata, sporgente verso la Val Varenna, offre un esteso panorama verso est, con il mare, Genova e l’Appennino Ligure. Ad ovest si ha una vista inconsueta e ravvicinata di tutte le cime della Scaggia, dal Monte Sejeu al Monte Penello.

Se avete voglia, dalla Colla del Garsello, invece che procedere sulla sterrata, potete prendere a destra il sentiero che arriva sulla vetta del Proratado, eccezionale punto panoramico, e poi proseguire fino a ricongiungersi più avanti con l’itinerario principale,

Seguendo invece la sterrata, in circa 600m arriviamo alla Colla del Proratado, dove troviamo per la prima volta l’Alta Via dei Monti Liguri (nel seguito AVML). Anche questo è un posto magico, guardando a Sud si gode di meravigliosa vista sulla parte di Ponente della città di Genova, mentre a Nord non è raro scorgere le vette innevate del Monte Rosa e del Cervino.

Da questo punto, e fino ad arrivare alla Colla di Praglia, sarete accompagnati da diversi segnavia : il segnavia della AVML, quello del percorso Europeo E1 (che parte da Genova Pegli ed arriva a Capo Nord) e il segnavia FIE dei due pallini blu, ormai quasi in disuso, e che indica la linea dello spartiacque appenninico.

Scopri di più su Alta Via dei Monti Liguri

L’Alta Via dei Monti Liguri è uno spaccato della varietà paesaggistica della Liguria con passaggi in quota, attraversamenti di passi montani ed improvvise apparizioni di vallate erbose e ampie praterie. Le altitudini del tracciato variano di molto ed arrivano fino ai 2201 metri del monte Saccarello, massiccio delle Alpi Liguri.

Esistono infatti, molti sentieri di raccordo con l'Alta Via dei Monti Liguri che consentono di spostarsi attraverso i centri dell'entroterra ligure, scoprendo un paesaggio nascosto e silenzioso, un'Italia quasi del tutto sconosciuta dall'alto valore spirituale e naturale.

Scoprirete una terra meravigliosa che vi coinvolgerà emotivamente nei suoi panorami, nella ricchezza paesaggistica, nella straordinaria biodiversità. Perché la Liguria non è solo terra di marinai e di pescatori ma custodisce tutta una sua storia più sotterranea. Una storia costituita da un entroterra montano che unisce il settore alpino a quello appenninico, che racconta di antiche vie, di mulattiere andate perdute, di sentieri su cui venivano trasportate le merci.

L’ambiente è selvaggio e pare impossibile trovarsi a pochissimi km dal mare. Prendiamo quindi il comodo sterrato che dirigendosi verso Nord segue il tracciato della AVML, dapprima in piano e poi con alcune ripide rampe in discesa fino ad arrivare ad una sbarra. Superiamo la sbarra e proseguiamo dritti, prima in piano e poi in leggera salita. Continuiamo su un misto sterrata e asfalto fino ad arrivare alla Colla di Praglia a 870m slm (km 7.6).

Da questo punto in poi il percorso segue la SP4 dei Piani di Praglia, che prendiamo a sinistra e seguiamo per alcuni km. La strada, pur se asfaltata, taglia in due il fantastico altopiano dei Piani di Praglia, in una natura selvaggia e in panorami da Far West. A circa 880m slm troviamo una trattoria (Km 8.7) dove è possibile ristorarsi e riempire di nuovo le borracce.


 Proseguiamo lungo la SP4 e dopo una leggera salita arriviamo ad una grande area picnic. Andiamo avanti e la SP4 diventa SP167 entrando in Prov. di Alessandria e nel Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo

Scopri di più sul Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo

Il parco naturale delle Capanne di Marcarolo, oggi Ente Aree Protette Appennino Piemontese, è un'area naturale protetta istituita nel 1979 e situata in Piemonte al confine con la Liguria, ad una decina di km dal Mar Ligure in linea d'aria e a metà strada tra Genova e Novi Ligure.

Il parco è compreso tra la val Lemme, la val Polcevera e la valle Stura, e rappresenta l'area verde più estesa di tutta l'area metropolitana genovese, intersezione tra le zone propriamente liguri dell'agglomerato e il retroterra metropolitano dell'Oltregiogo (già ufficialmente appartenenti al Piemonte).

Il parco, insieme a quello del Beigua è per l'area genovese il corrispondente del parco naturale La Mandria per l'area torinese, ed il parco agricolo Sud Milano per quella milanese, cioè tutte riserve naturali metropolitane di "cintura". È l'area protetta più grande gestita dall'Ente di gestione delle aree protette Appennino piemontese.

Ospita al suo interno il sacrario della Benedicta dedicato alla strage della Benedicta vicino ai ruderi dell'ex abbazia della Benedicta, nei pressi di Capanne di Marcarolo.

Tra le principali montagne del parco si possono ricordare il monte Pracaban (946 m), la costa Lavezzara (1081 m), il monte Poggio (1081 m), il monte delle Figne (1172 m, il più alto dell'area protetta), i monti Taccone (1113 m) e Leco (1072 m), collocati nei pressi dei confini meridionali del parco, e il monte Tobbio (1092 m), che si trova invece pressappoco al suo centro.

Estremamente ricco dal punto di vista idrografico, dispone di bacini artificiali (laghi della Lavagnina, laghi del Gorzente), utilizzati per la produzione di energia idroelettrica nonché per usi potabili per l'Acquedotto De Ferrari Galliera del comune di Genova. Il territorio è attraversato da alcuni corsi d'acqua tra i quali il Lemme, dal passo della Bocchetta verso il Monferrato, il Gorzente tra i laghi del Gorzente e i laghi della Lavagnina, il Piota da Capanne, anch'egli, verso il Monferrato. Numerosissimi sono i rii minori come il rio Acque Striate, affluente del Lemme, il rio del Mulino ed il rio di Campo di Staggi affluenti del Gorzente.

Dal punto di vista geologico, il parco fa parte dell'area nota come Gruppo di Voltri ed è caratterizzato dalla prevalenza di ofioliti, composizione rocciosa costituita da serpentiniti e serpentinoscisti.

Nella zona del Monte Ovile e Ferriere sono state attive miniere d'oro. Esistono ancora evidenti gallerie con vene di quarzo aurifero.

Prevalentemente ricoperto da boschi di latifoglie che stanno spontaneamente ricolonizzando alcuni versanti, il parco è stato oggetto anche di estesi rimboschimenti a conifere.

La vicinanza al mare delle montagne, costituisce una linea di demarcazione tra il tipico clima continentale e il clima mediterraneo, dando luogo a condizioni climatiche particolari che permettono la coesistenza di specie tipiche della flora alpina e specie caratteristiche dell'ambiente mediterraneo, in una zona dall'estensione relativamente limitata.

Parecchie le specie endemiche di notevole interesse. Da segnalare alcune rare piante di agrifoglio dalle bacche gialle e un esemplare di quercia anomala sempre verde; nei boschi più ombrosi del parco, in primavera, è facile imbattersi in piante di fior di stecco.

Sito web: https://www.parks.it/parco.capanne.marcarolo/iti.php

Il panorama è sempre spettacolare, con ampi pascoli e foreste di conifere che sono una gioia per gli occhi e per lo spirito.

La SP167 arriva poi al termine di una leggera salita (Km 12.7) ad un grande curvone sulla destra, in prossimità del quale si trova lato Sud una panchina dalla quale si gode di nuovo di un panorama incomparabile. Questo è il punto più alto della tappa odierna (895m slm).

Camminiamo, ora in costante discesa, per circa 500m lungo la SP167 fino ad arrivare ad un evidente grande cancello sulla sinistra, con indicazione Prato Rondanino.

Dal cancello e fino ad arrivare a Passo Scisa, saremo accompagnati da un paio di segnavia FIE: rombo giallo  (percorso Masone - Capanne di Marcarolo) e due barre orizzontali sovrapposte (percorso Campo Ligure - Monte Poggio)

Abbandoniamo finalmente l’asfalto e scendiamo con pendenze variabili ma mai sostenute lungo una grande sterrata, che si addentra in maestosi boschi intervallati da gigantesche radure fino alla area attrezzata di Prato Rondanino (Km 16.0) a 750m slm.

Siamo rientrati in Liguria, l’area è straordinaria e l’azienda Prato Rondanino, che offre strutture per i cavalli e anche alloggio, è circondata da immensi prati verdi che ne fanno una vera oasi di pace.

Scopri di più su Prato Rondanino

Il Giardino Botanico ha un’estensione di 6000 mq. Al suo interno sono stati ricostruiti alcuni tra i più significativi ambienti montani e consente di ospitare oltre 400 specie provenienti da tutto il mondo, alcune delle quali rare o in pericolo di estinzione. Suggestivi sentieri e piccoli ponti conducono il visitatore alla loro scoperta. All’interno del Giardino è stato realizzato il “centro per la didattica e la divulgazione scientifica”, rivolto in particolare alle scuole, che permette di approfondire argomenti quali la cellula vegetale, l’evoluzione del mondo vegetale e la geologia della Provincia di Genova.

Sito web: www.ortobotanicoitalia.it/liguria/campoligure/

tel.: +39 010 5499794 +39 3489128462

email: chiaracalise@gmail.com; susanna.feltri@cittametropolitana.genova.it

web: www.parks.it/giardino.bot.pratorondanino

RESPONSABILI Chiara Calise - Cell: 348 9128462

ORARI Domenica dalle 11 alle 18, da maggio a settembre

VISITE GUIDATE Domenica sono disponibili tour gratuiti del giardino (senza prenotazione). Gli altri giorni della settimana sono possibili visite tematiche e attività con PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA).

Procediamo lungo la sterrata che in breve ci porta alla sella erbosa di Passo Scisa (km 17.7) a circa 700m slm. 

Un centinaio di metri prima di arrivare al Passo della Scisa giriamo a destra ad un evidente bivio cominciando a scendere lungo una sterrata in direzione Nord.

La strada è larga e comoda e con alcuni tornanti scende nel bosco attraversando diverse aree di taglio del legname. La seguiamo, sempre in leggera e costante discesa, fino a quando la strada diventa una carrozzabile pur rimanendo sterrata.

Superiamo un tratto in leggera salita sempre rimanendo nel fitto bosco e poi riprendiamo a scendere fino ad un gruppo di case isolate nei pressi di un ampio tornante a destra.

Proseguiamo e dopo qualche centinaio di metri ci immettiamo in una strada ancora più ampia nei pressi di una abitazione privata. Dopo circa 500 metri arriviamo nei pressi del Rio Ponzema che attraversiamo con un ponte in cemento e proseguiamo a sinistra su strada ora asfaltata.

Dopo aver oltrepassato la bella cappella campestre Regina Paci, in circa 1.5 km ci immettiamo sulla SP Campo Ligure – Capanne di Marcarolo.

Scendiamo lungo la Provinciale e al bivio tiriamo diritti immettendoci dopo poche decine di metri in Via Giovanni XXIII. Dopo circa 200m una scaletta sulla sinistra ci porta in Via Trento, che percorriamo fino a Piazza Martiri della Benedicta. 

Giriamo a destra in corrispondenza dell’Oratorio di Nostra Signora Assunta, quindi procediamo in Via Angelo Rossi e dopo circa 30m imbocchiamo sulla destra Vico alla Sacrestia, arrivando in Piazzetta della Canonica.

Si imbocca quindi uno stretto vicolo che ci porta in Via Giuseppe Saracco e subito dopo in Piazza Vittorio Emanuele, dove si trova la bella chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine, dove termina la seconda tappa.

Scopri di più su Campo Ligure - Edifici Religiosi e Storici

  • Chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine, costruita tra il 1758 e il 1762 in sostituzione della precedente del XV secolo; il progettista (sulla scorta del modello di Giacomo Della Porta) fu probabilmente l'architetto don Sebastiano Boccaccio o Domenico Belmonte (attualmente non si hanno certezze). Conserva al suo interno la ricca decorazione opera del 1885-88 di Francesco de Lorenzi (1830-1900); affreschi e pregevoli tele di Luigi Gainotti (1859-1940) che vi lavorò negli anni 1886-87 e di altri pittori; tele di Bernardo Strozzi (1581-1644), di Vittorio Amedeo Rapous (1728-1800) e di altri artisti; le statue lignee processionali della Madonna del Rosario (di ignoto secentesco) e di Santa Maria Maddalena (Ignazio Bettoni, 1877).
  • Oratorio dei Santi Sebastiano e Rocco. Entrando nel borgo provenendo da Genova, sulla sinistra s'incontra l'oratorio, costruito del 1647 all’ultimo decennio del secolo, in stile barocco, all'interno del quale nella parete di destra è stato collocato un affresco, proveniente dal precedente oratorio quattrocentesco, raffigurante la Deposizione, opera del XV secolo di un pittore itinerante di area piemontese. L'oratorio conserva una statua lignea di San Sebastiano, opera dei primi anni del XVIII secolo dello scultore Nicolò Tassara di Voltri; una pala d'altare della scuola settecentesca di Domenico Piola; una grande tela, Sant'Irene cura san Sebastiano, del pittore campese Santo Leoncini e un affresco, Padre Eterno e angeli, di Andrea Leoncini (1708-1760). Grandiosa la macchina scenica dell’altare maggiore, opera del 1752 dell'architetto don Sebastiano Boccaccio. La facciata esterna, in barocco austriaco, risale al 1783.
  • Oratorio di Nostra Signora Assunta. Sita ai piedi della collina del castello Spinola, è un esempio di barocco ligure architettonico. La chiesa conserva la statua lignea dell'Assunta opera dello scultore secentesco Ursino de Mari, il gruppo ligneo della Madonna e san Gaetano della scuola genovese del Maragliano, il gruppo del Martirio di santo Stefano, un pregevole crocifisso di scuola secentesca napoletana.
  • Santuario di Nostra Signora della Misericordia distrutto dall'alluvione dell'ottobre 2019.
  • Oltre il ponte medievale di San Michele sul torrente Stura, dove in passato si riscuoteva il dazio, è ubicata l'antica pieve di San Michele Arcangelo, sorta intorno all'VIII secolo, sebbene ricostruita, a causa di disastrosi eventi alluvionali, nel 1939-1941.
  • Tra gli altri edifici di culto sono da ricordare la chiesa di Santa Maria Maddalena sulla strada provinciale per Genova e l'ex chiesa del convento dei Santi Michele e Cristino.
  • Palazzo Spinola. Sito nel cuore del borgo storico, a nord della piazza ove si prospetta la chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine, è datato al XIV secolo. Ampliato nel 1693, fu quindi sede degli uffici comunali e ancora adibito ad edificio scolastico. Oggi il palazzo è di proprietà privata.
  • Ponte medievale sullo Stura. Realizzato nel IX secolo è articolato in tre campate litiche. Completamente ricostruito in legno nel 1721, due altre violente alluvioni, nel 1737 e nel 1747, lo demolirono del tutto. Nuovamente rifatto in legno, la popolazione campese sollecitò successivamente la ricostruzione in muratura del ponte.

Chiese: https://www.comune.campo-ligure.ge.it/it/oratorio-di-nostra-signora-assunta

Palazzo Spinola https://www.comune.campo-ligure.ge.it/it/il-palazzo-spinola

Poco più avanti della chiesa, imboccando sulla destra della piazza Via della Giustizia, al numero 1 troviamo il Museo della Filigrana.

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Museo della

Alla filigrana è dedicato il museo civico della filigrana di rilevante importanza, in cui fra l'altro sono esposte le collezioni degli artigiani della zona, ma non solo. Ospitato dal 1984 nelle sale del precedente palazzo di Giustizia è stato ristrutturato nel 1993 e ampliato nel 2000 a seguito di un'importante donazione.

Sono esposti circa duecento pezzi ricercati e raccolti per la maggior parte provenienti da quattro continenti quali Europa, Asia, Africa e America Latina. Particolarmente importante è la raccolta dei manufatti di produzione italiana, russa e cinese.

Il museo è dedicato a Pietro Carlo Bosio, prestigioso artigiano campese. Il museo è stato riaperto al pubblico il 25 maggio 2008 dopo importanti lavori di restauro che hanno consentito un ampliamento dello stesso su tre piani.

https://www.comune.campo-ligure.ge.it/it/la-filigrana

https://www.museofiligrana.org/

Una volta arrivati a Campo Ligure meritano anche un visita il Castello Spinola e l’attiguo Giardino di Tugnin.

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L’insediamento di Campo, situato nel mezzo della Valle Stura, fu dalla sua fondazione centro commerciale e luogo di passaggio per mercanti e viaggiatori provenienti dalla Riviera e dal Monferrato. Per la sua particolare posizione geografica la Valle Stura fu percorsa da numerose orde di invasori, dai Visigoti ai Longobardi ai Franchi, ciò impose agli abitanti del borgo la costruzione sia di posti di avvistamento sia di edifici fortificati.

Come sistema passivo, venne edificata, in un primo tempo, un’alta torre su una collina ad est dell’abitato, che misura 5,85 metri di diametro, 28 metri di altezza, 1,70 metri di spessore del muro alla base. Non esistono documenti attestanti l’anno esatto di costruzione, il 936 tuttavia potrebbe essere datazione attendibile date la forma e la struttura della torre del castello che rispondono in pieno alle esigenze belliche del X secolo, periodo generalmente caratterizzato dalla difficoltà di condurre attacchi contro postazioni particolarmente fortificate, a causa della mancanza di macchine d’assedio.

Il maschio centrale occupa lo spazio dove venne edificato il primo edificio a difesa del territorio: ha ingresso soprelevato, raggiungibile attraverso un passaggio mobile posto all’altezza del cammino di ronda della cinta esagonale o tramite scala detraibile in modo da rimanere completamente isolato. L’apertura attuale presenta un arco ribassato non medievale, ma in uso almeno dal XVI secolo. Non trascurabile la presenza sottostante di una cisterna, interrata per gran parte del suo volume, profonda 7,50 metri, in origine completamente isolata dall’esterno.

In seguito all’evoluzione delle tecniche militari, il torrione fu circondato, probabilmente attorno al XII secolo, da mura che formavano un esagono irregolare di 10 metri circa. Successivamente, onde adeguarsi alle nuove arti belliche e alle nuove macchine d’assedio, il fortilizio venne circoscritto da un’imponente cinta merlata di forma pentagonale: la lunghezza dei lati è di metri 60, 35, 35, 25, 50, con torrioni ai tre vertici di diametro di sei metri e passaggi di ronda. La cinta esterna si estende maggiormente verso sud perché in questa direzione si sviluppa naturalmente il colle, ma anche perché questa rimaneva sempre la direzione di maggior labilità di fronte ad un attacco nemico. Probabilmente questa nuova e più grande cinta muraria è stata edificata tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV secolo.

Deterioratisi i rapporti tra Campo e Genova, divenne una necessità primaria rinforzare le strutture difensive del castello: la cinta esterna lasciava fuori da tre lati una parete rocciosa inaccessibile; a sud un piano facilmente controllabile terminava con un terrapieno inclinato capace di assorbire le eventuali palle di granito dei cannoni quattro-cinquecenteschi; il torrione centrale e quelli ai lati, più il restante corpo esagonale, erano coperti da un tetto in tegole di mattoni. Il castello di Campo ebbe una sua utilità fino all’inizio del secolo XVII, dopodiché la lontananza dell’impero e la presenza di Genova in Feudo quale condomina rese del tutto marginale la fruizione del castello. Dei tre torrioni, quello verso il torrente Langassino crollò per il cedimento delle fondazioni, erose dall’impeto della corrente sottostante; l’altro a levante venne riadattato nel secolo XV per parare la nuova minaccia delle armi da fuoco; il terzo resistette meglio degli altri: venne reso abitabile. Il castello venne collegato al Palazzo Spinola in Paese attraverso due cavalcavia, uno che andava dal Palazzo marchionale alla casa detta tutt’oggi “la Galleria”; un secondo che dalla Galleria andava al castello.

A partire da metà secolo XVIII il castello venne abbandonato dai feudatari Spinola.

L’organismo architettonico venne sottoposto ad azione di recupero che, sotto la direzione dell’architetto Bruno Repetto, riuscì a conferire al castello un aspetto finale dell’organismo che consente oggi una chiara lettura delle trasformazioni succedutesi nel tempo e dalle quali ha preso corpo un episodio di architettura militare di rilevante valore storico e monumentale. I lavori iniziati nel 1992 hanno riconferito agli spazi recuperati una fruibilità che, pur nella sua valenza contemporanea (spazi espositivi, spazi per riunioni, spazi di documentazione, spazi per concerti e rappresentazioni) risulta compatibile con le caratteristiche dimensionali, distributive e soprattutto in assonanza con le stesse peculiarità monumentali. Attorno al castello è stato ricostruito il parco, con l’intento di conseguire la massima fruibilità.

pagina Facebook: www.facebook.com/castellocampoligure/

pagina Instagram: www.instagram.com/castello_campoligure/

Castello Spinola: https://www.comune.campo-ligure.ge.it/it/il-castello

Scopri di più su Campo Ligure - Le sculture di Tugnin

Il piccolo parco, situato nelle vicinanze del Castello Spinola, si chiama "Giardino di Tugnin" che in genovese significa "Giardino di Tonino" ed è promosso dall'Associazione Culturale Amici del Giardino di Tugnin, costituita da un gruppo aperto di soci-volontari, che promuovono sia l’esposizione permanente di diverse opere dello scultore Gianfranco Timossi che esposizioni temporanee di altri artisti, scultori, pittori ecc. Offre inoltre la possibilità di vedere l’artista al lavoro e ha lo scopo di valorizzare la cultura e l’operosità.

Le enormi opere in legno dello scultore Gianfranco Timossi sono scolpite nei tronchi d’albero ed ispirate alla mitologia greca, retaggio della sua permanenza nella città greca di Rodi, dove ha potuto esercitarsi sui legni d’ulivo ed affinare così la propria tecnica scultorea. Tra queste, spiccano il mito di Prometeo, la Danza delle Muse, Dafne, Icaro, Caronte.

Alcune opere si distaccano dal tema principale, e tra queste "Figli di un dio minore", un omaggio a tutte le etnìe diverse da quella occidentale; e "Inferno", "Purgatorio" e "Paradiso", ispirate all’opera di Dante Alighieri. Il percorso si conclude con il gruppo scultoreo "Pompei 79 d.C.", dedicato alla celebre eruzione del Vesuvio, raffigurante una famiglia che si abbraccia nel dolore.

Sito Web: https://www.ilgiardinoditugnin.org/


Variante – PratoRondanino – Masone – Campo Ligure (suggerita solo ai bikers)

Questa variante prevede di scende prima a Masone e da lì arrivare a Campo Ligure attraverso la SP del Turchino.

La scelta di questa variante dipende essenzialmente dal luogo ove deciderete di pernottare a fine tappa, e cioè se a Masone o a Campo Ligure (distanti fra loro comunque circa 4 km).

Suggeriamo questa variante specialmente per I bikers, in quanto l’ultimo tratto che collega Masone a Campo Ligure non è consigliabile percorrerlo a piedi.

Dallo spiazzo antistante il bivio che porta alla tenuta di PratoRondanino, prendere a destra in leggera discesa la strada asfaltata.

La strada dapprima prosegue con moderata o quasi nulla pendenza, per poi cominciare a scendere in modo più sostenuto. Dopo alcuni tornanti si arriva nei pressi di Case Laiasso (km 1.8 da Prato Rondanino).

La strada asfaltata proseguirebbe a sinistra in marcata discesa, noi invece teniamo la destra passando davanti alle case e ci portiamo quindi alla loro sinistra, costeggiando un recinto per cavalli da dove inizia un sentiero inerbito.

Procediamo sul sentiero che dopo poche decine di metri gira decisamente verso destra inoltrandosi nel fitto bosco e diventando una bella strada forestale che scende sinuosa con alcuni tornanti fino ad arrivare a lambire il Rio Vezzulla.

Qualche centinaio di metri su comoda strada forestale e sbuchiamo su una stretta stradina asfaltata nei pressi di alcune case (km 3.5 da Prato Rondanino). Gli ultimi cento metri prima di arrivare sull’asfalto sono appena più sconnessi dei precedenti, comunque niente di trascendentale anche per la quasi nulla pendenza.

Scendiamo sul lato orografico destro de Rio Vezzulla superando altre case ed arrivando nei pressi della bellissima area prospicente il Romitorio di Santa Maria in Vezzulla a 410m slm (Km 5.7) dove troviamo una bella area pic-nic con fonte.

Scopri di più su Santa Maria in Vezzulla

Nota come il Romitorio di Masone, sorge su un pianoro alluvionale, alla destra del torrente Vezzulla, e venne eretta dai monaci Benedettini intorno al dodicesimo secolo. In seguito officiata dai monaci Regolari di Mortara, fu poi affidata alle monache Cistercensi, quindi nuovamente ai Benedettini di Sestri Ponente. Nei secoli a seguire sarà abbandonata, in seguito alla crisi dei monasteri cistercensi, e più volte danneggiata dalle frequenti alluvioni, che porteranno alla rovina dell'antico edificio religioso.

Successivamente alla seconda guerra mondiale, venne riedificata dalla Soprintendenza ai Monumenti della Liguria, tra il 1945 e il 1950, utilizzando per la ricostruzione le originali fondamenta recuperate, e le absidi. Oggi l'edificio religioso, è stato adibito come sacrario dei partigiani, caduti in battaglia per la liberazione del paese.

Il Sacrario fu fortemente voluto, tra gli altri, dallo scrittore masonese Carlo Pastorino e realizzato grazie anche all’aiuto di Sandro Pertini (Presidente della Repubblica Italiana dal 1978 al 1985) che, dopo aver trascorso un periodo a Masone ospite della cugina, sensibilizzò il Ministro ai lavori pubblici affinché venissero stanziati i fondi per la costruzione della chiesa.

Tutt’oggi luogo di memoria, il Sacrario accoglie nelle vicinanze la sede della Sezione Alpini di Masone, ed il suo parco è divenuto ormai tempio dei giovani: la tranquillità e la bellezza del posto permette infatti sia attività di studio che di svago per grandi e piccoli.

Non solo punto di ritrovo per i masonesi: il Romitorio è apprezzato anche dai non residenti sia in estate, per i picnic sul prato o durante la tradizionale Festa degli Alpini, che d’inverno, quando i prati innevati consentono discese col bob e regalano un’atmosfera magica e avvolgente.

Se doveste chiedere ad un masonese cosa rappresenta il Romitorio, la risposta probabilmente sarebbe: “Il tempio della libertà passata e presente: in quel luogo, dove riposano i caduti, si respira la pace per cui hanno combattuto”.

Seguiamo la strada asfaltata in direzione Ovest ed entriamo nell’abitato di Masone (Km 21.0), dove possiamo trovare ampia scelta di alimentari e bar dove acquistare generi di conforto e rifocillarsi.

Dopo circa 300m attraversiamo il fiume Stura e arriviamo davanti alla grande chiesa parrocchiale del Cristo Re. Da qui, con una breve deviazione possiamo risalire al bellissimo Paese Vecchio di Masone, dove possiamo visitare l’affascinante Museo del Ferro.

Scopri di più sul Museo del Ferro A.Tubino

Il museo è situato nel centro storico del paese, presso l'ex Convento degli Agostiniani. Distribuito su più piani dell'ampio complesso, al primo piano sono esposte in sei distinte stanze le collezioni etnografiche ed archeologiche e le statuine presepiali, la cui ampia collezione comprende circa centocinquanta esemplari di epoca barocca di scuola napoletana e genovese realizzati in ceramica, legno e terracotta. Nella sala in cui sono ospitate le statuine è esposto anche un gruppo ligneo attribuito al Garaventa, scultore genovese contemporaneo a A.M. Maragliano.

Il primo piano seminterrato, che si apre sull'ampio cortile lato valle, è invece dedicato alle mostre temporanee, al presepe meccanizzato. Al piccolo secondo piano seminterrato, dove si conservano i forni secenteschi del convento, è stata ricostruita con pezzi originali una fucina da chiodaioli.

https://www.visitmasone.it/museo.php

https://digilander.libero.it/museomasone/

Superata la Chiesa di Cristo Re,poco più avanti riattraversiamo lo Stura e arriviamo di nuovo sulla SP456 del Passo del Turchino (Km 21.7).

Questo è l’ultimo tratto della tappa che ci porta idealmente a Campo Ligure (nel caso trovaste alloggio presso Masone, percorrerete la mattina successiva questi ultimi chilometri).


Camminiamo lungo la SP456 e superiamo la Stazione FF.SS. di Campo Ligure (linea ferroviaria Genova-Acqui Terme). Dopo la Stazione, sulla destra, vediamo una piccola chiesina incassata nel muro.

Scopri di più su Campo Ligure - Nostra signora della Misericordia

Nel 1640 Michele Prasca, facoltoso commerciante campese, fece costruire per voto una cappelletta nel luogo dal quale, mentre stava viaggiando verso Genova, era precipitato sul sottostante greto del torrente Stura insieme col cavallo, rimanendo illeso avendo invocato l’aiuto della Madonna.

Tale costruzione, arricchita più tardi dalla statua di marmo della “Madonna della Misericordia”, donata dal nipote Benedetto Prasca, armatore, commerciante e comandante di navi, divenne per i campesi luogo di devozione, denominato per antonomasia “la Cappelletta”. Ricostruita completamente nelle forme attuali in tempietto di stile tardo-barocco, venne benedetta il 26 ottobre 1741. Nel 1826 venne ancora accresciuta con abside e sacrestia e dotata di nuovo altare di marmo.

Nel 1864 furono costruite le due rampe d’accesso. 

Tra il 1877 e il 1879 furono apportate notevoli migliorie all’edificio: la casa del custode, i nuovi cancelli in ferro; venne posta una campana sul campanile a vela costruito per l’occasione. L’attuale altare in marmo è del 1903. Nel 1924 il campese Cesare Peloso decorò e affresco l’interno del piccolo santuario. Un bel quadro, raffigurante san Giovanni Bosco, opera di Gio Batta Macciò jr., ricorda la celebrazione della Messa nella Cappelletta da parte di don Bosco, di passaggio per Campo durante il viaggio per Varazze ove inaugurò il Collegio salesiano.

La pieve fu distrutta durante una alluvione nell’Ottobre 2019, travolta da una delle tante frane che avevano coinvolto la zona e al posto di quello che era un piccolo gioiello artistico era rimasto solo un cumulo di macerie.

Il fortunoso ritrovamento tra le macerie della statua della Madonna e della campana, unitamente ad alcuni frammenti marmorei, ha suggerito la loro ricomposizione in una Edicola commemorativa per restituirli simbolicamente alla comune memoria e a una rinnovata devozione.

Camminiamo ancora per poche centinaia di metri, arriviamo ad un semaforo e prendiamo a destra, entrando nel bellissimo centro di Campo Ligure, al km 26.1 a circa 340m slm.

Visitandum Est

  • Cappellina di Rocca Maja
  • Il Monte Proratado
  • Alta Via dei Monti Liguri
  • Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo
  • Prato Rondanino
  • Il Romitorio di Masone – Santa Maria in Vezzulla
  • Masone – un po’ di storia
  • Museo del Ferro A. Tubino
  • Campo Ligure – Edifici Religiosi e Storici
  • Campo Ligure – Castello Spinola
  • Campo Ligure – Le sculture di Tugnin
  • Campo Ligure - Nostra Signora della Misericordia

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