Tappa 3: CampoLigure – Tiglieto

Introduzione

La terza tappa del Cammino dei Santuari del Mare, da Campo Ligure a Tiglieto, si snoda attraverso paesaggi mozzafiato, offrendo ai pellegrini una connessione intensa con la natura e il patrimonio storico della Liguria.

Con una lunghezza di 15.5 km e un dislivello che varia tra salite e discese, questa tappa promette un'esperienza ricca di sfide e bellezze paesaggistiche.

Attraversando antiche mulattiere e boschi suggestivi, i camminatori raggiungeranno le vette panoramiche del Monte Pavaglione e del Monte Calvo, godendo di scenari unici sulla Pianura Padana e sulle valli circostanti.

Il percorso, arricchito da luoghi emblematici come il Passo Fruia e le Vasche di Tiglieto, si conclude nell'incantevole centro di Tiglieto, dove la storia della Badia Cistercense attende di essere scoperta.

Un connubio di natura incontaminata e patrimonio culturale rende questa tappa un'esperienza indimenticabile.

AVVERTENZA: si consiglia di provvedere ai rifornimenti per cibo e acqua alla partenza della tappa.

Distanza:
15,5 km

Difficoltà:
Facile

Quota Min:
340 m

Quota Max:
856 m

Salita:
635m

Discesa:
600m

Pendenza:
11%

Pendenza:
9%

Anteprima Tappa

ATTENZIONE: Usare questa mappa solamente come riferimento. Il tracciato ufficiale è quello contenuto nel GPX da scaricare poco sopra

Ospitalità

Tiglieto

Per mangiare:

  • La Brasserie – caffetteria, tavola fredda –Via Marconi,61 – tel.3393448780 – 010929068
  • La Tavernetta di Paolo e Chiara - Via Celestino Valcalda 8 - tel. 3486436681
  • La Fattoria nel Bosco - Via Garioni 18 - tel. 3473025374
  • Macelleria Luca Martino - Via Valcalda 11 - tel. 010929083

Per dormire:

  • Albergo Villa Margherita - Via Francia, 39 - tel. 010929003 (verificare apertura nei mesi invernali)
  •  La Collina che Respira - Via Garioni 15 - tel. 3476948740 (circa 3 km dal paese, disponibilità navetta)
  • Novasol A/S casa vacanze - tel. 3207227235  (circa 3 km dal paese, disponibilità navetta)
  • B&B La Scellana - Via Tiglieto 20 - tel. 3483435003 (circa 5 km dal paese, disponibilità navetta) 
  • Pro Loco Tiglieto - tel. 3886233578
  • Croce Bianca - Agnese Pesce - tel. 3485707161

Il Percorso

Dal centro di Campo Ligure, prendiamo Via delle Giustizia e quindi attraversiamo il fiume Stura passando sopra il bellissimo Ponte San Michele,

Scopri di più sul Ponte San Michele

All’inizio della tappa si passa sul ponte medioevale di San Michele. ll ponte (detto anche di Adelasia o Adelaide) è un ponte ad arco che attraversa il torrente Stura e fu realizzato nel IX secolo ed articolato in quattro campate litiche.

Durante l'alluvione del 26 agosto 1702 una parte del manufatto crollò lasciando quasi intatta solo la prima arcata verso il centro abitato.

Il ponte fu completamente ricostruito in legno nel 1721, ma nei successivi vent'anni due alluvioni lo demolirono del tutto.

Venne rifatto di nuovo in legno ma già nel 1795 presentava una situazione di degrado tale da rendere pericolo il transito.

Gli interventi di consolidamento iniziarono su un progetto del 1810 e si conclusero nel 1813 ma si realizzarono travature in legno poggianti sui pilastri del 1795 ancora poco sicuri. Nel 1822-1823 venne ricostruito il pilastro centrale, quello a tutt'oggi esistente, su progetto dell'architetto Ippolito Cremona.

Nel 1836-1837 venne avviata la costruzione in pietra del ponte che crollò appena terminato, ma non per la grande alluvione del settembre 1837, bensì per l'imperizia del costruttore. Finalmente nel 1841, su progetto dell'ingegnere campese Matteo Giuseppe Leoncini, il ponte fu ricostruito nella sua attuale struttura.

Attraversiamo la strada e prendiamo in salita a sinistra Via Pietro Figari che risale fra le case fino ad arrivare nei pressi della A26.

A far compagnia ai segnavia troviamo il triangolo giallo vuoto FIE (percorso Campo Ligure - Monte Dente) che ci accompagnerà fino al Passo Fruia.

Passiamo sotto l’autostrada e subito dopo risaliamo sulla sinistra per circa 50 metri su un sentiero inerbito che ci porta su una stradina asfaltata. La percorriamo per alcune decine di metri fino a confluire in una strada asfaltata di larghezza maggiore (Via Mongrosso) che seguiamo in leggera salita.  Dopo poche centinaia di metri bisogna prendere una evidente deviazione sulla sinistra, in piano e sempre su asfalto, che ci porta nei pressi di alcune case contadine.

Qui si abbandona l’asfalto e si risale per prati per poi entrare nel bosco.

La salita si snoda agevole nel bosco, e alla fine di un lungo traverso sbuchiamo di nuovo sull’asfalto nei pressi di Cascine Mongrosso Inferiori (Km 1.8), dove è possibile acquistare prodotti locali presso l’Azienda Agricola omonima.

Superate le cascine, proseguiamo fino ad un evidente bivio dove prendiamo a destra in salita, sempre su asfalto, in direzione del Monte Pavaglione.

Arrivati ad una grande radura, l’asfalto termina (Km 2.1) e dobbiamo tirare dritto su una traccia erbosa che ci fa entrare di nuovo in un fitto bosco. 

La traccia diventa una mulattiera che, superato un incrocio, ci fa immettere in una sterrata ancora più ampia che prendiamo girando a sinistra (Km 2.4).

Scopri di più sul Parco Regionale del Monte Beigua

Il parco naturale regionale del Beigua è un'area naturale protetta della Liguria in un territorio che si estende tra la città metropolitana di Genova e la provincia di Savona e comprende il monte Beigua (1287 m). Sede del parco è Arenzano.

Venne istituito con legge regionale nº 16 del 9 aprile 1985 e legge regionale nº 12 del 22 febbraio 1995 con una superficie di 8.715 ettari. Nel marzo del 2005 nell'ambito della rete europea dei geoparchi è inoltre stato istituito il Beigua Geopark, il quale comprende per intero l'area del parco naturale regionale del Beigua e dei Comuni appartenenti all'area protetta. Dal 2015 è riconosciuto come UNESCO Global Geopark.

Il Parco è costituito dai comuni di: Arenzano, Campo Ligure, Cogoleto, Genova, Masone, Rossiglione, Sassello, Stella, Tiglieto, Varazze, Urbe.

Sito ufficiale del Parco: https://www.parcobeigua.it

Seguiamo la sterrata, attraversando un paio di aree di taglio boschive, ed usciamo dal bosco passando a fianco di un traliccio dell’alta tensione. La vegetazione qui cambia e improvvisamente ci troviamo in montagna.

Ancora qualche centinaio di metri e sbuchiamo nuovamente sull’asfalto (Km 3.3) che seguiamo girando a destra in salita. In questa zona, e fino al Passo Fruia, possiamo vedere i segnavia arancioni del Chemin d'Assise, la cui tappa Tiglieto - Campo Ligure si sovrappone quasi integralmente alla nostra ma in direzione opposta.

Per saperne di più su questo Cammino, potete consultare il sito web: https://chemindassise.org/it/cammino-assisi/

La strada sale in ambiente aperto e sempre più selvaggio, fino ad arrivare al colletto sotto il Monte Pavaglione (Km 4.3), a circa 852m slm, da dove il panorama inaspettatamente si apre verso Ovest, con il Monte Dente che domina in lontananza. 

La stradina che si inerpica sulla destra in circa 500m ci porta sulla vetta del Monte Pavaglione a 889m slm (segnavia FIE 3 bolli gialli). Consigliamo assolutamente di salire sulla vetta per godere del magnifico panorama.

Scopri di più sul Monte Pavaglione

Il Monte Pavaglione (889 m) è una montagna massiccia, che sorge sulla dorsale spartiacque tra la Val Gargassa e la Valle Stura, poco a sud-ovest rispetto al paese di Campo Ligure.

Si erge con forme ampie e non particolarmente appariscenti: la vetta è un dorso allungato e desolato di erba, rocce e pochi alberelli isolati, su cui sorge una piramide di pietre; salendo da Campo Ligure assume una sagoma molto regolare a cupola.

I versanti sono invece generalmente più ripidi, specialmente a sud-est, verso il vallone del Rio Masca, e a nord-ovest, verso l’alta Val Gargassa.

La particolare conformazione della montagna, fatta a “padiglione”, è il motivo del toponimo: in dialetto è chiamato Pavaiùn, termine analogo al francese pavillon, che significa appunto “padiglione”.

Il Pavaglione era comunque segnalato già negli Statuti di Rossiglione, risalenti al 1310, ma con il nome di “montem grossum”.

Dall’ampia vetta del Pavaglione si osserva un bellissimo panorama, aperto soprattutto sulla Pianura Padana, sulle Langhe e su buona parte dell’arco alpino.

Bella anche la vista sul massiccio del Monte delle Figne e su uno spicchio di mare, che brilla oltre l’ampia depressione del Passo del Turchino.

Tornati sul percorso principale, proseguiamo su asfalto in leggera discesa fino ad un grande tornante sulla destra, passato il quale sulla sinistra possiamo scendere su sentiero per incontrare di nuovo l’asfalto poco sotto (Km 4.7).

Ancora qualche centinaio di metri, tralasciamo il segnavia FIE (triangolo giallo) che sale sulla destra, ed arriviamo al grande alpeggio di Cà di Prai (Km 5.2) dove termina definitivamente la strada asfaltata.

Saliamo a destra e riprendiamo dopo circa 200 metri una bella mulattiera ritrovando il segnavia FIE, che seguiamo con lievi saliscendi fino al Colle Mascia (Km 6.1).

Superiamo il Colle prendendo il sentiero sulla sinistra e tralasciando la rovinata mulattiera che sale a destra. Seguiamo il sentiero che, passando a Sud del Colle Ferri, in circa 900 metri ci porta al Passo Fruia (Km 7.2) a 822m slm.

Scopri di più sul Passo Fruia

Il Passo Fruia è un importante crocevia di antiche mulattiere, noto anche come Colla di Masca o Colle della Frua (la früa è la “ballotta”, la castagna secca che viene consumata bollita).

Masca significa strega, Colle di Masca ma anche Colle di Cima Masca e Bric di Masca. Questo passo segna la fine dello spartiacque Valle Stura – Val Gargassa e l’inizio di quello tra Valle Stura e Valle dell’Orba.

Dal passo fino al bivio per Via Francia che ci farà scendere a Tiglieto, troveremo il segnavia FIE doppio quadrato giallo vuoto (percorso Passo della Crocetta - Colle Cima di Masca)

Dal Passo Fruia proseguiamo con lievi saliscendi su bella pista forestale verso Nord, arrivando a località Morbetto (Km 9.1).

Tralasciamo un sentiero che scende a sinistra verso la Valle dell’Orba e proseguiamo dritti.

La forestale corre sul crinale fra le Valli Stura e Orba, attraversando ampi pratoni e pascoli con ampie vedute panoramiche intervallate da radi boschetti.

Il percorso gira leggermente verso Nord-Ovest, passando sotto le pendici Sud del Monte Poggio e arrivando alle cosiddette Vasche di Tiglieto (Km 12.4) a circa 750m slm, dove la sterrata termina e inizia l’asfalto.

Continuiamo in leggera discesa su asfalto ed arriviamo ad un bivio (Km 13.1) a 697m slm. Da questo punto con una breve deviazione sulla destra, in rapida salita si può arrivare in circa 150 metri al punto panoramico del Monte Calvo.

Scopri di più sul Monte Calvo

Il Monte Calvo (739 m) è una piccola montagna di conglomerato che chiude a nord l’ampia conca di Tiglieto.

La sua vetta è formata da una cresta orizzontale di erba, rocce e detriti, completamente spoglia (da questo deriva il nome) e culminante in due cime: la orientale, che è la più alta, e la occidentale, di poco più bassa (730 m), che viene denominata “a Cruzetta” perché su di essa si trova la piccola croce di vetta.

Il versante sud della montagna è dolce, e occupato dalle varie frazioni di Tiglieto; il versante nord, che si affaccia sulla Val Gargassa, è invece costituito da selvaggi dirupi di conglomerati che precipitano verso il vallone del Rio Gargassino.

Nei pressi della vetta principale si trovano i ruderi della Caserma Dicca, utilizzata negli anni del fascismo per addestramenti e poi abbandonata; il nome è una storpiatura di DICAT, che era l’organizzazione per la difesa antiaerea.

Nonostante non sia una vetta particolarmente alta ed eminente, il Monte Calvo offre un bellissimo panorama circolare sulle montagne e sulle valli circostanti, fino alla Pianura Padana e alle Alpi.

Torniamo sul percorso principale, e al bivio giriamo a sinistra verso Sud (Via di Francia) , scendendo lungo la SP64, una stretta striscia di asfalto fra boschi, piccole fattorie e villette che con percorso molto vario arriva nei pressi dell’Albergo Villa Margherita (Km 14.4) a 565m slm.

Siamo ormai nell’abitato di Tiglieto, continuiamo a scendere girando a destra al primo bivio e dopo 200m ci ritroviamo sulla SP che scende dal Passo della Crocetta ed entra nel centro di Tiglieto.

La seguiamo in discesa e dopo un centinaio di metri sulla sinistra la abbandoniamo per prendere Viale delle Rimembranze.

Percorriamo tutta la parte pedonale, superiamo la Piazza del Comune di Tiglieto ed arriviamo davanti alla parrocchia di N.S Assunta dove termina la tappa (km 15.5) a circa 508m slm. 

In caso voleste visitare l’area della Badia, seguite la prima parte dell’itinerario della tappa successiva (sono circa 2 km).

Scopri di più su Tiglieto - Chiesa N.S. Assunta

È intitolata a San Bernardo e alla Madonna Assunta. Venne ultimata nel 1934. È in pietra locale a faccia vista tranne che per ciò che concerne la canonica che è sempre stata realizzata in pietra ma intonacata e con infissi esterni finiti con persiane alla genovese.

L'interno è diviso in tre navate. Nelle due navate laterali sono collocati gli altari dedicati alla Madonna di Lourdes, al Sacro Cuore di Gesù, alla Santa Croce e a San Bernardo.

La chiesa è caratterizzata dagli affreschi di Dalle Ceste: il primo, nella volta del presbiterio raffigura l'Assunzione di Maria in cielo tra quattro Santi, Pietro, Paolo, Bernardo e Francesco; il secondo, nell'abside, raffigura la Passione di Cristo (nella foto qui a lato).

Per arredare la chiesa, vennero prelevati tutti gli arredi dalla Badia. I due antichi confessionali in legno sono una delle più evidenti testimonianze di questo "trasloco".  Anche l'altare maggiore, realizzato con stupendi marmi policromi e sormontato dalla statua dell'Assunta, di scuola genovese del Settecento, proviene dalla Badia.

Per finire questo piccolo inventario di arredi un tempo presenti alla Badia, sono degni di nota:

  • le due acquasantiere a forma di conchiglia, sorrette da una testa d'angelo, e posizionate ai lati della navata centrale;
  • sopra la loggia laterale di destra, l'organo della scuola italiana dell'Ottocento, realizzato nella bottega dei fratelli Scolari nel 1876;
  • la Croce trilobata, posta a lato dell'altare maggiore e riportante il giglio di Firenze, forse un dono dei Medici ai marchesi Raggi.

Appena entrati in Chiesa, sul lato destro si trova uno stupendo plastico raffigurante il complesso della Badia e realizzato dall'Associazione Amici del Presepe di Rossiglione.

Visitandum Est

  • Il Ponte San Michele
  • Il Parco Regionale del Monte Beigua
  • Il Monte Pavaglione
  • Passo Fruia
  • Il Monte Calvo
  • Tiglieto – Chiesa N.S Assunta

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